mafia e bellezza

Mi chiedo se valga ancora la pena di vivere (ma sarebbe più idoneo dire sopravvivere) in una Nazione dove i cittadini sono trattati da deficienti e quelli che provano ad accendere una riflessione sulla cultura della giustizia e dell’equità siano dei beati emarginati. Oggi si direbbe “sfigati” ma ritengo più adatto il termine “stranieri”.

Scoppia lo “scandalo” a Roma; si usa (sui giornali) la parolona che fa paura. Mafia. Si associa questa alla parola Politica. Che novità questo scoop.

Che grande novità; mi stupisco dello stupore; come se fosse un fulmine a ciel sereno.

Subito, come di incanto, come di regola, scribi e farisei scappano in soccorso, pronti al comando del potere dei potenti [funzionasse così la protezione civile]. Il giorno appena successivo viene prontamente programmata ed organizzata su Rai 1, come fosse normale, una puntata della trasmissione più amata dagli italiani: Porta a porta. Qui l’ex sindaco di Roma (eroe senza macchia per aver annunciato le dimissioni dalle cariche) corre a difendersi anzitempo, di tutto ciò che potrebbe essere detto o ipotizzato. Bello.

Ma la fantasia al potere è talmente grande che la sera successiva nella trasmissione Virus (Rai 2) vengono snocciolate (col fare viscido del leccapiedi) le innumerevoli virtù del medesimo ex sindaco e mostrate le belle figurine della sua amministrazione. Nessuno si chiede perché? Come mai? A chi serve salvare (la faccia) di costui? Giornalisti servi, in abito da leccapiedi, fanno la loro comparsa come se fossero paladini della giustizia che scoprono e denunciano il marcio. Ancor prima che venga messa in moto la famosa macchina del fango. Questa non è informazione ma prevenzione.

Infine – per par condicio – visto che siamo democratici e pluralisti, la terza sera dopo l’evento scandalo quando nessuno degli Italiani è interessato all’argomento ormai chiaro, su Rai tre la puntata di Report. I toni qui sono diversi: il vero, reale, tangibile e concreto operato dell’ex sindaco viene rievocato. In maniera puntuale professionale. Ma (ahimè) tanto non ha più importanza: tutti hanno già dimenticato cosa e che cosa ha fatto l’ex sindaco durante il suo mandato a sindaco e magari lo rivogliono al governo della Città Eterna. E poi quanti sono coloro che guardano Report? Vuoi mettere il confronto con le altre due reti?

Io penso e credo che più chiara di così la realtà della qualità politica del nostro paese non possa essere. Il guaio è che non abbiamo compreso che (noi cittadini) dovremmo cambiare canale davanti a questi talk show dedicati ai politici, evitare di comprare le riviste dove sono ritratti e soprattutto di appoggiarli sui social network: ci hanno reso partecipi inconsapevoli del loro gioco. Si loro giocano: il loro è un gioco “da tavolo” il nostro invece è realtà, come cercare di continuare a vivere degnamente ed onestamente.

Se domani quel comandante di navi da crociera, che ha abbandonato la sua nave lasciando morire un bel numero di passeggeri, fosse lasciato libero; io non mi meraviglierei. Anzi direi che sarebbe ora che lo lasciassero in pace a quel poveretto.

Dimentichiamolo: facciamo più figura.

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3 thoughts on “mafia e bellezza

  1. Una volta si credeva che i programmi tv potessero condizionare le nostre scelte commerciali; adesso controllano le nostre coscienze… Speriamo bene…

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  2. Speriamo di stancarci quanto prima e far scendere l’ascolto di questi programmi. In fondo Pasolini ci aveva messo in guardia molti decenni fa. Se riprendessimo a ragionare non sarebbe male.
    Grazie del tuo commento.

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