Ogni limite ha una pazienza

Le “manie” adolescenziali rappresentano il momento “naturale” di sfogo, la punta emergente e visibile di una energia enorme che chiede di essere convogliata verso comportamenti equilibrati, stabili e soprattutto definiti da valori di riferimento civili e, per questo, accettabili. L’adolescenza servirebbe a questo; uso il condizionale. Così come è vista ed intesa non serve a nulla. E soprattutto a nessuno.

Se da un lato c’è l’energia esplosiva di un organismo – che deve mettersi alla prova e misurare la propria consistenza e coraggio – dall’altra dovrebbe esistere il principio del contenimento educativo; la regola del dialogo guida senza giudizi; del compromesso negoziato e della comprensione. Manovre utili ma perfettamente sconosciute o disattese – soprattutto dagli educatori di professione – per lenire e modellare la tensioni relazionali. Tracciare la rotta.

L’adolescenza è un bel periodo peccato che non si voglia utilizzarlo per ottenere – formare – ragazzi migliori di quello che vediamo nelle nostre scuole e città Italiane. Ragazzi che vogliono diventare ciò che non riescono a pensare di voler diventare e genitori ed insegnanti perfettamente inadeguati, inutili, incapaci di ogni forma di apprezzamento. Carcerieri.

Caspita inizio a parlare come uno che “ce la sa”. Meglio smettere.

Vengo al punto. In questi giorni abbiamo sorriso sulla mania dell’autoscatto da pubblicare in rete, di accettare con un po’ di umorismo questa moda magari facendo qualche apprezzamento con esempi originali, volutamente spinti o provocatori ma sempre dentro i limiti della decenza. Abbiamo trattato l’argomento in maniera da risultare “adolescenzialmente” accettabile. Sorridendo.

Certo, se spostiamo la mania verso una età più avanzata il sorriso diventa di pura tristezza e commiserazione. Poi di preoccupazione. Ma fa parte della libertà umana esprimere e condividere. Comprendere e perdonare viene dopo.

Il tono del nostro (mi permetto di parlare anche a nome dei blogger citati) atteggiamento cambia se diamo un’occhiata ai “nuovi” selfie, quelli che stanno approdando dai paesi dall’altra parte del Mediterraneo. Mi riferisco agli scatti fatti ritraendosi con uno “sfondo” rappresentato da persone senza tetto, barboni, clochard mentre dormono. Indifesi.

Povera gente che la società ha ridotto in condizioni disastrose o che non hanno saputo adeguarsi o trovare la forza per vivere in maniera diversa. Umili, ultimi, poveri, chiamiamoli come vogliamo ma per quanto mi riguarda sono esseri umani. Comunque li si voglia considerare rimane il fatto che sono esseri viventi umani.

Questa gente ha un nome, e sicuramente una storia e non sempre è quella che ognuno pensa di poter facilmente “immaginare”, quella fatta di luoghi comuni o leggende metropolitane. Basta guardare i loro occhi per ascoltare storie di abbandono.

Quel che sto riferendo non “passa” certo attraverso una ideologia, una (qualsiasi) fede di appartenenza o provenienza. Se non si fosse compreso lo dico: non ne ho alcuna. Per niente. Percepisco viva e costantemente presente l’influenza dei princìpi di vita morale, sociale e civile cui sono stato educato e degli insegnamenti derivati dalle esperienze che la vita mi ha proposto. Tante.

Non riesco pertanto ad accettare che un giovane, adolescente o poco più, mostri uno scatto che testimoni la sua “felicità” (o gaudio) nel burlarsi di qualcuno perfettamente abbandonato ed indifeso. Scegliere uno sfondo misero, uno scenario che (per fortuna) non gli appartiene – ma che certamente disprezza – che senso ha? Cosa vuole dire? Qual è il messaggio? La risposta appartiene ad una cultura che non riesco a condividere.

Questa nuova forma di “essere nel mondo” suscita indignazione e disgusto e non può certo far sorridere l’idea, la bravata o l’immagine. Sorridere in pose ritenute divertenti, davanti ad una condizione sociale di estrema prostrazione è peggio di qualsiasi altro atto, gesto o manifestazione di discriminazione e di violenza allo stesso tempo.

Mi auguro solo che i giovani non si facciano prendere facilmente da questa nuova mania anche se sappiamo che è proprio quello che tra poco accadrà. Perché è così.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...