Lei: finalmente

sold outIl dubbio è svanito, l’attesa è terminata. Wow, stava diventando un’angoscia. Finalmente è uscito nelle nostre sale cinematografiche il film “Her” (Lei) di Spike Jozen presentato al festival del Cinema di Roma lo scorso Novembre 2013. Finalmente è uscito dalla mia testa. Get out!

In tanti abbiamo avuto il “sospetto” che il tema del film assomigliasse al soggetto del mio primo libro. Veramente tanti.

In effetti la materia trattata è quella (e non è certo la prima volta che viene considerata) e visto che molti amici americani avevano avuto la copia beh allora: la cosa poteva suonare “sospetta”. But. Sono sicuro che loro questo non lo fanno. Davvero. Ne combinano ma non queste.

Bene, sono andato a vedere il film e, a parte qualche punto di forte contatto, non c’è nulla che possa “ricalcare” il contenuto (completo) del mio libro. Direi che potrebbe, al massimo, essere stato una fonte di “ispirazione”, sostanziale, di alcuni aspetti, scene o concetti ma niente di più. Forse un liberamente tratto ma neanche. Naturalmente ho preso appunti, ho registrato nella mente ogni passaggio del film. A voler essere molto cattivi potrebbe essere una semplicistica (e banale) riduzione, niente altro. La “piega” finale va in altra direzione. No niente di più. Nothing more.

Il libro è molto, ma molto, di più.

Lo so non spetta a me dirlo ma… l’ho scritto e ci vedo quello che c’è dentro. Chiaro. Unico. Il contenuto di 459 pagine lo sostiene, soprattutto nella versione “light”; la seconda.

Comunque il tema della complessità dell’innamoramento, la “scenata di gelosia” della moglie nei riguardi della macchina, i tre accenni alla funzione della musica, alcuni elementi scientifici sul funzionamento della macchina, il tema psicologico dell’abbandono e della solitudine, la capacità empatia di Lei di percepire l’umore di lui, la figura del drago (?) ed una (ma forse sono due) scena in cui Theodore viene chiamato Tesoro, sembrano proprio fortemente ispirati. Ma non sono, a mio parere, sufficienti. Not enough.

Allora, e concludo, congratulazioni al regista, per il soggetto, e a tutto lo staff che ha partecipato e contribuito alla realizzazione. E grazie a quanti – dotati di sentimenti umani, con occhi ed orecchie attente – hanno alzato la mano e detto la loro spezzando una lancia (o una arancia?) a mio favore. Per me è sufficiente.

Non posso ringraziare i “critici” (perbacco quanti sono!) nè gli editori ma non mi sento, comunque, di biasimarli. Non spetta a me. E’ poi è un dato di fatto: in Italia si legge poco. Certo, i lettori appassionati leggono molto e sono tanti mentre quelli che dovrebbero leggere per professione non lo fanno proprio. Clicca mi piace. Please.

Con affetto,

Renato Gentile

 

PS rispondo pubblicamente a quanti mi hanno chiesto un parere: preferisco la voce originale della macchina. Quella è veramente da Oscar.

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