Donne che odiano le donne II

Il pezzo sulla giornata della donna e la sua digressione sul femminicidio, ha stimolato una serie di attenzioni verso il tema e per le posizioni espresse. Alcuni commenti sono giunti alla mia casella di posta e sarebbe stato interessante renderli pubblici.

Un aspetto, più di altri, invoca un chiarimento; ho dato per scontato alcuni passaggi e reso incomprensibile il riferimento. Si tratta del “programma” di smantellamento della figura femminile per paura della sua presenza nelle sedi importanti. E’ un tema che affronto anche nel mio II romanzo.

Innanzitutto, e non si tratta di una raffinatezza linguistica, vorrei rilevare che i media (medium) parlano di “Festa della donna” e non più di Giornata della donna. Senza spendere un centesimo svuotano di significato – del vero significato – la ricorrenza. Non è una sottigliezza, un dettaglio ma un elemento fortemente indicativo. Scientifico.

Generalmente indico come autore (creatore), di questo progetto (verbale) i Governi; una entità di potere – non facilmente identificabile in “qualcuno” – cui (qualcosa come) la cultura, la conoscenza, la scienza, la democrazia può nuocere gravemente. Moltissimo. I Governi temono l’intelligenza.

La macchina dei programmi di smantellamento lavora con armi semplici: sforna con matematico criterio comunicazioni “innocenti”. Invita (spinge dolcemente) la gente ad assumere, ed infine condividere ed abbracciare, talune posizioni, atteggiamenti e valori dai quali si materializza uno stile di vita. L’indignazione di altri ha bisogno di tempo per manifestarsi e non possiede potenti canali di comunicazione: si getta il sasso e si rimane a guardare senza sporcarsi le mani.

L’esercito della comunicazione che porta avanti il programma di alienazione sociale – fatte le dovute e serie eccezioni – è noto. L’occhio esperto li riconosce subito ma sono ben mimetizzati, insospettabili e protetti. Il popolo non se ne avvede anzi li ritiene persone autorevoli, fonti di sapere e conoscenza e soprattutto paladini del vero. Giusti ed imparziali e soprattutto simpatici. Fanno propaganda efficace.

Mi lancio subito nell’esempio.

Che alla base del “femminicidio” ci sia un rapporto di coppia malato non c’è dubbio. L’oggetto da indagare (mi sembra più che ovvio) è il rapporto di coppia. Il “malato” è individuato e le caratteristiche ben definite. Le sorgenti della “malattia” sono altrettanto note. Ma il tema è scottante. Pericoloso. Capace di fare emergere migliaia di disattenzioni e falle pedagogiche e sociali ovvero politiche.

I personaggi dell’esercito al soldo dei Governi entrano subito all’opera: ci informano (ovvero ci fanno intendere, credere) che gli uomini – ahimè contrari per definizione alla emancipazione della donna – si oppongono alla loro libertà, provano e promettono ma non ci riescono e, alla fine, cedono e la uccidono. Non hanno scelta: gli uomini sono malati, cattivi, non possono fare a meno di esprimere la loro natura violenta.

Le donne – sorprese – hanno paura. Non sono cattive subiscono e tacciono; per amore. Non sanno ribellarsi, sono deboli. L’uomo è più forte e le sopprime. L’emancipazione femminile ha un nemico. Preciso.

Come da copione, il problema è già stato deviato (ed anche risolto); l’attenzione è andata da un’altra parte. Con poche semplici frasi – una spiegazione scientificamente pacchiana declamata da uno strizzacervelli attraente e la dichiarazione del politico “trendy” di turno – e la notizia sulla quale orientare i pensieri e le posizioni dell’opinione pubblica è data. Gli uomini sono ufficialmente violenti, intrinsecamente orientati al femminicidio.

Una parentesi: ci sono uomini più stupidi che (anche se so che il loro intento è onesto ed anche nobile) abboccano e si organizzano per formare una (nuova) categoria di uomini dichiaratamente non violenti verso le donne. Come dire che alcuni preti si dichiarano non pedofili. Chiusa la parentesi.

La cassa di risonanza per meglio diffondere l’opinione “corretta”, giusta, è costituita dal seguito – al completo – di servi, vassali, ancelle, maggiordomi e soprattutto aristocratiche cortigiane e le loro autorevoli “opinioni” in merito. Loro sanno come alimentare il tema: se ne parlerà  – di certo – per settimane in Televisione, in orari ben definiti, e sulle riviste collegate, distribuite nei luoghi di incontro più adatti.

L’oggetto, l’argomento di studio, il problema da risolvere ovvero il rapporto di coppia – la relazione umana – e la sua educazione (o rieducazione) viene cassato. Occultato. Il problema reale, quello vero, da affrontare, sparisce.

Al suo posto rimane il match semplificato: uomini contro donne. Un derby; né più né meno. Tutto si muove come per un incontro sportivo dove le analisi e le opinioni (post hoc) sono a perdere. Divide et impera. Facilissimo.

Gli amministratori (i nostri politici) di turno possono dormire sereni e pensare alle cose personali.

Tutto questo ha sempre funzionato ma, col tempo, potrebbe non essere più tanto “logico”. Qualcuno potrebbe svegliarsi dal coma letargico televisivo. Quando questo pericolo si presenta, i Governi giocano la carta della sezione “scientifica” deviata al suo soldo. La scienza è indiscutibile. Così, con abile mossa, ferma il gioco e prende tempo per riorganizzarsi. La scienza prende la parola e prepara una “nuova” direzione. Nota.

Ed ecco che da domani gli uomini non saranno solo violenti, cattivi e stupidi ma anche ignoranti: non leggono non sono informati. Se leggessero invece di pensare alle partite di calcetto saprebbero come comportarsi. E qui vi regalo un esempio della nuova campagna a favore della “emancipazione femminile”:

E’ arrivato il momento di abbandonare la monogamia? Forse sì. Uno studio condotto da quattro università americane ha dimostrato che avere più partner può migliorare la “qualità” della prole. Gli scienziati hanno studiato un antenato del pollo e hanno scoperto che l’accoppiamento con maschi diversi può aiutare le femmine ad avere dei figli più sani.

Non ho parole.

Per “saperne” di più vai a:

http://donna.fanpage.it/sesso-avere-piu-partner-puo-migliorare-la-salute-dei-figli/#ixzz2vCphU6SJ

Grazie per l’attenzione.

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