Poi sarà che…

C’è! Per me c’è ancora.

C’è una persona cui devo molto, che non ho mai dimenticato ma che non ho ancora ringraziato anche se ho sempre partecipato la mia riconoscenza e devozione parlandone coi miei studenti. Parlo di Alberto Manzi; è a lui, che non ho mai incontrato, che devo tanto, a cui ho sempre detto grazie ma mai direttamente. E’ lui che mi sono portato sempre dietro come modello, immagine cui somigliare. Come un padre, un maestro.

Poi sarà che…

Sarà che non ho mai smesso di pensare a cosa è diventata la mia vita nonostante le lacune, gli abbandoni e le discriminazioni, grazie a quelle persone che spesso casualmente, incidentalmente, gratuitamente – alcune senza saperlo – mi hanno insegnato qualcosa della vita ed indicato la strada per la mia. Ho prodotto conoscenza e mi basta. E sono stato anche utile.

Volevo (anche io) cambiare qualcosa, non il mondo ma la coscienza della gente come me: uno qualunque che abita questa Nazione. E mi chiedo, chiedo in generale, perchè questi modelli di insegnamento non sono mai stati considerati? Guarda caso mi vengono in mente nomi che iniziano per “M”, come nel gioco delle parole: Maria Montessori, Albero Manzi, Don Lorenzo Milani. Ce ne sono altri come Danilo Dolci e potremmo continuare ancora. Lettera per lettera.

La “scuola” Italiana ha preferito seguire illustri mistificatori stranieri, uno fra tutti: un falso pedagogista – indicato su alcuni libri (anche) come psicologo – un imbroglione di primo pelo, un biologo fallito perchè impreparato, che non ha fatto nè spiegato nulla se non inventato “fasi” di sviluppo inconsistenti ed inesistenti. Inutili in tutti le salse e per tutte le stagioni. Contrabbandate per “ricerca”(che fa morire dal ridere). Che si è appropriato di articoli di illustri studiosi per farne “sua proprietà intellettuale”. Vergogna. L’istruzione e la didattica italiana (affetta da Pedagogia Fashion) si è beata e continua – nonostante sia venuta a galla la verità – a far risuonare quel nome (che suona “chic”) che non significa nulla se non potere accademico fine a se stesso. Dovremmo vergognarci.

Se c’è una cosa di cui noi Italiani dovremmo vergognarci è la scadente memoria dei fatti e delle persone; ne deriva una bassa motivazione a pensare di cercare la verità.

Renato Gentile

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