5 Stelle: la mafia a RE

Il tema è caldo, quasi un tormentone. Ancora Mafia a Reggio Emilia? Basta. Non se ne può più.

Anche il Movimento 5 Stelle sul loro bollettino delle News, apre con la Mafia. Mi fermo a discutere con uno di loro; è sempre piacevole scambiare impressioni e idee, condividere visioni di legalità. Incontrarsi.

Anche lui sembra cadere dalle nuvole quando gli riferisco che c’è più mafia a Reggio Emilia che in Sicilia. Ribadisco e sottolineo: mafia e non “infiltrazioni” mafiose. La mafia reggiana è viva e gode di ottima salute; le infiltrazioni sono altra cosa. Io direi addirittura una copertura, un alibi. E’ un fenomeno locale, certamente nato da tempo. La mafia è un atteggiamento, una mentalità, uno stile relazionale di potere. Spietato.

Quella delle presunte “infiltrazioni” è una manovra di depistaggio messa in atto per non (far) guardare nelle tasche proprie. Distrarre il “nemico”, così, è facile come bere. E lui, beve volentieri.

Ma vediamo qualche punto:

La mentalità di appartenenza, ristretta chiusa; lo stile relazionale ostile, “della città” in genere; le modalità formali sono perfettamente allineate al verbo mafioso. Mi spiace ma è una amara e triste constatazione. Ma dai non ci credi? Pensaci.

E’ perfettamente mafioso l’atteggiamento di alcune (molte) categorie di professionisti (non c’è bisogno di dire quali) nei riguardi della gente, anche e soprattutto utenti. Niente senso – né speranza – di giustizia. Nessuno dei cittadini si “ribella”. Accetta. China il capo come le pecore. Si naviga nell’omertà. Costantemente.

E’ perfettamente inutile ribellarsi; nessuno ti ascolta né ti aiuta; il mafioso non è perseguibile per definizione. Cane non morde cane. Posso fare luoghi ed eventi, fatti e situazioni, nomi e cognomi. Basta chiedere… e non voglio certo la scorta. Gratis.

E’ estinta, nel cittadino comune, ed azzerata, la capacità (desiderio, bisogno), di creare relazioni ma c’è di più, è aumentata la diffidenza ed il sospetto verso il prossimo. Si chiama paura. La mafia si nutre di qualsiasi paura indotta. Indifferenza totale (paura) da un lato, valori comunitari sbandierati (mafia) dall’altro. Strano? No Reggiano.

Mi chiedo dove siano finiti i “cromosomi” di cultura della libertà, della giustizia e dell’uguaglianza propri di questa Città. Secondo me sono stati distrutti ed al loro posto clonati esemplari di quella (sotto) cultura, che vedo molto diffusa, che con quella mafiosa ha tanto da dividere.

E’ perfettamente mafiosa la facciata pulita e trasparente di molte istituzioni pubbliche ed altre amministrazioni e dei loro “dirigenti”. Ognuna copre e nasconde trame politiche ed interessi economici di lobby di potere (povero). Il nemico è il cittadino non noto; l’altro.

Non aggiungo altro a questo articolo, sono stanco di ripetere che la Mafia è Reggio Emiliana (è una mentalità, locale, diffusa e condivisa) e non c’entrano niente gruppi di delinquenti meridionali che con questi si sono (forse) alleati. Anzi, direi piuttosto che sia vero l’inverso.

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