dottore… mi sono persa lo stress

Consumismo: termine (luogo) comune per indicare una incredibile forza di volontà, oscura, che ci spinge a comprare, possedere, tutto ciò che non ci serve. Oddio non è proprio così perché quel qualcosa serve – eccome se serve – perché se non ce l’hai sei uno sfigato. Vale più di ogni “altro” possesso; è qualcosa che ti erge di rango, ti eleva di status, ti introduce nel gota delle caste. Insomma, poche riflessioni: serve. Serve ad ostentare benessere economico-sociale – anche se non lo si possiede – per entrare in qualche modo (anche virtualmente) nei salotti che contano bisogna essere preparati anche se le possibilità sono esigue… non si sa mai.

La scienza attenta al benessere umano, per mantenere alto questo livello ottimale di consumabilismo (il termine è un mio conio) osserva, studia, indaga ed indica le varie sorgenti di approvvigionamento di beni inutili di possesso (ne indicherò qualcuno a breve; promesso). Ultimamente si fa un po’ fatica – molti concorrenti e falsi d’autore – ma fortunatamente non siamo al palo.

Da qualche anno c’è bisogno incredibile di qualcosa che fa molto chic, più che una “banale” tendenza. In Italia se ne parla da pochi mesi ma non sapete quanto se ne parla. Ovunque. Quest’anno infatti, finalmente, tale bisogno è scoppiato in tutta la sua portata.

Credetemi, la scoperta è stata casuale; maledetta ignoranza.

Consultavo svogliatamente le (famose) riviste scientifiche che occupano le sale d’attesa di vari studi professionali e, una pagina dopo l’altra, una rivista dopo l’altra “scopro” l’ultimo bisogno di cui un essere umano, vivente, ha bisogno per essere parte attiva e vitale della nostra società. Per essere un umano vero. Uno che socialmente conta.

Perbacco, non ci avrei mai pensato: guarda che numeri. Incredibile, è un’epidemia che dilaga e nessuno dice nulla. Fortuna che ci sono queste riviste (femminili, le indicano così ma – si sa  – sono pura scienza di contrabbando) anche se, come è risaputo, in Italia si legge poco. Figurati di scienza.

L’umanità tutta, almeno quella parte civile evoluta, ha un nuovo bisogno da (procurarsi ed) affrontare per potersi definire tale: lo Stress. L’ho detto, finalmente.

Molti di voi – immagino – stanno ridendo a crepapelle. Altri si chiederanno se io sia arrivato da qualche asteroide o da un altro mondo. “Lo stress?”, qualcuno vorrebbe urlarmi “ma sai quanto ne abbiamo in Italia? Basta attendere un taxi, cercare un parcheggio per lo shopping, prendere un aereo o attendere un aperitivo in centro e vedrai che pacchia di stress”. Evvero, avete ragione abbiamo infiniti motivi di stress. Avverto le vostre risate che non hanno pietà di me. Lasciatemi finire. Please. E’ importante.

Per essere un vero “qualcuno”, di quelli che contano, bisogna “soffrire” di Stress Natalizio. Dàh daàn. Oh, vi ho sciocatti. Adesso intuisco che mi ascolterete. Non ve lo aspettavate.

Se volete aspirare ancora a quel ruolo o se dovete mantenerlo dovete procurarvi uno stress da vacanze natalizie. E attenzione, badate bene, deve essere uno stress attuale: non si può riciclare quello dell’anno scorso. Sarebbe comodo. Ci vogliono eventi recenti con foto pubblicate sulla bacheca di facebook, scontrini di (molti) regali, note di carte di credito di alberghi, inviti stampati in tipografia, biglietti aerei, mazzetti di twit, liste di invitati tra loro incompatibili e tanto, tanto altro. Non si può barare: lo stress deve essere dichiarato in tempo reale. I controlli sono severissimi. Credetemi. Non si scappa.

Ho visto molta gente distrutta, sull’orlo di una depressione della propria “identità popolare”, per non aver dichiarato in tempo l’assalto psicologico dello stress natalizio. E pensare che già su molte riviste era stato dato l’allarme con strategie “preventive”, di profilassi. Disattese ma efficacissime: fare sesso in primis dopo l’evento, ovunque ci si trovi, ed altri suggerimenti – in alternativa a questa forma laddove carente – derivati dalle strategie di mediazione delle Nazioni Unite. Diplomazia Sessuale Estrema. In Italia, come sempre, si legge poco.

Ma c’è una scappatoia: una mia idea. Che modesto! Ve la suggerisco in segreto, con molta discrezione, perché potrebbe esserci il rischio di conflitto di interesse; facilmente evitabile. Se non avete fatto in tempo a raccogliere prove di assalto da stress natalizio 2013 è sufficiente (ma non facile) andare da un operatore della psiche. Attenzione, non uno qualunque ma uno accreditato su varie rubriche di contrabbando scientifico e farsi rilasciare (pagando rigorosamente col POS) una ricevuta che indica, come d’uopo, il disturbo psicologico che vi affligge e che state affrontando. Vi salverà la vita, almeno per il Natale 2013, poi si vedrà.

Intanto è bene che impariate quali sono alcuni sintomi precoci dello stress natalizio e soprattutto i principali eventi scatenanti così da poterne parlare al telefono con le amiche o nei salotti post Epifania. Sarà la vostra carta vincente per non rischiare l’esclusione sociale. E soprattutto ricordatevi, prima di rientrare a lavoro, di dichiarare sul vostro profilo facebook che avete urgente bisogno di una settimana in un Centro Benessere ma attenzione a (non) utilizzare l’acronimo SPA soprattutto se siete single.

RG

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