Ciao… da quale pianeta vieni?

English: Venus and Mars, fresco by Agostino Ca...

English: Venus and Mars, fresco by Agostino Carracci in the Palazzo del Giardino (Parma). Credit: Wikipedia)

Molti studi, precedenti a quello qui proposto (condotti con strumenti come questionari, tests, prove di capacità ed attitudini), hanno cercato di mettere in evidenza le “differenze comportamentali” che si possono osservare tra uomini e donne: un fatto perfettamente naturale. Le donne, ad esempio, hanno (possono avere), in media, una migliore memoria verbale e cognizione sociale, mentre gli uomini hanno migliori capacità motorie e spaziali. In media: è questa la parola magica che viene omessa sistematicamente da chi si cimenta nella diffusione “popolare” dei risultati. Come se ci fosse una linea netta di demarcazione. La parola “genere” viene sostituita con “sessuale” ed il gioco è fatto: l’incompatibilità diventa scienza.

Questi “risultati”, senza considerare le dovute specifiche vengono diffusi come cibo nutriente per alimentare l’ignoranza sulla quale vengono coltivate e vendute (consapevolmente) le migliori motivazioni per appoggiare le guerre di vendetta e rivendicazione di genere di qualsiasi tipo. Diventano le prove scientifiche per giustificare tradimenti, delusioni, colpe, litigi ed incomprensioni di coppia. Sono i migliori frutti dell’ignoranza: i luoghi comuni. Proliferano ad ogni affermazione e vengono diffusi da media “culturali” in tutti gli spazi che è possibile raggiungere ed occupare. Alcuni commenti diventano appetibili suggerimenti per sfornare libri sulle differenze genetiche che amplificano la difficoltà di divenire coppia nella contemplazione delle differenze. Trattati di valide (false) giustificazioni, fornite dalla scienza, sui motivi per i quali uomini e donne non possono vivere insieme per un lungo periodo: sono diversi non solo “sessualmente”. Non c’è niente da fare; non ci si può capire. Vengono da pianeti diversi: un pianeta buono ed uno cattivo per definizione. Come se non fossimo figli della medesima materia.

Studi più recenti, condotti con strumenti di diagnostica per immagini neurologiche (brain imaging), hanno mostrato (e non: dimostrato) che il cervello delle donne (non: le donne) possiede una più alta percentuale di materia grigia, il tessuto computazionale del cervello, mentre gli uomini hanno una maggiore percentuale di sostanza bianca, i cavi connettivi del cervello. Guarda quanta materia grezza su cui ricamare invettive e cattiverie di genere (sessuale).

Vorrei invitarvi a “svolgere” un compito (a casa): cosa si può trarre da queste affermazioni, lavorando di fantasia ed ascoltando (seguendo) una rabbia interiore individuale (personale) e momentanea (contestuale) per l’altro sesso, da queste notizie? Tanto. Tutti argomenti che catturano, stimolano, l’interesse di moltissimi lettori.

Se avete poca ispirazione o la vostra fantasia è momentaneamente occupata a sognare un centro benessere, vi consiglio di consultare le pagine di alcune riviste scientifiche diffuse nelle sale d’attesa del parrucchiere. Contengono una messe di suggerimenti sulla cattiveria creativa umana… per non parlare dei contenuti di rotocalchi che hanno una sezione dedicata ai rapporti di coppia in crisi. Il festival di Sanremo delle Neuroscienze a cura dell’esperto.

Il problema è che spesso queste perle di scienza approdano nelle perizie legali dei tribunali. Non si può certo pretendere che sia compito dei Giudici verificare la validità della fonte. Ma questo è un altro aspetto.

Torniamo a noi; nello studio di cui vi parlo (3 Dicembre 2013, Proceedings of the National Academy of Sciences) i ricercatori hanno scansito il cervello di 949 giovani di età compresa tra gli 8 e i 22 anni (428 maschi e 521 femmine), utilizzando una metodica per risonanza magnetica (MRI). I dati sono stati trattati considerando il campione sia come un unico gruppo, sia come due gruppi separati: divisi per età.

“In media, i cervelli degli uomini mostrano collegamenti maggiori tra la parte anteriore a quella posteriore più forti rispetto alle donne, mentre quelli delle donne hanno maggiori connessioni da sinistra a destra. Nel complesso, i giovani maschi mostrano significative connessioni all’interno emisferi cerebrali, mentre le giovani donne evidenziano significative connessioni tra gli emisferi”.

Quando i ricercatori hanno confrontato i giovani per fascia di età, hanno individuato differenze cerebrali più marcate (e pertanto molto interessanti) tra gli adolescenti (13,4 – 17 anni), suggerendo che i sessi iniziano a divergere negli anni dell’adolescenza. Le maggiori differenze tra i due encefali (maschile e femminile) si riscontrano a livello della connettività tra i due emisferi. L’encefalo femminile presenta maggiori connessioni tra gli emisferi in sede lobo frontale. Queste differenze si riducono con l’età; col tempo le connessioni si distribuiscono in tutto il cervello e non solo nel lobo frontale.

Nella scienza è ben chiaro che bisogna stare “lontani” dalla tentazione delle generalizzazioni soprattutto quando si tratta di comportamento umano (la cui variabilità è immensa). Non è possibile né deontologico trarre “conclusioni” di genere. Sono tanti i fattori che bisogna tenere in considerazione per avviare, sullo stesso livello di analisi, piani di utilizzazione (applicazione) di queste conoscenze. Lascio a voi la riflessione con un personale suggerimento: l’età dell’adolescenza. Per molti considerato un periodo “critico”; secondo me è critico per le occasioni educative che vengono disattese ed omesse. Occasioni preziose perfettamente e puntualmente mancate. Ma questo è un discorso vecchio che non piace alla politica e soprattutto agli operatori della mente e della psiche.

Renato Gentile

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