4 Tipi di Orgasmo: scegli il tuo

English: Werner Heisenberg and Niels Bohr

English: Werner Heisenberg and Niels Bohr (Photo credit: Wikipedia)

“La scienza è scienza”.

Una banale tautologia utilizzata per rispondere ai nostri interlocutori quando ci chiedono il perché di talune ricerche – e soprattutto il perché di talune metodiche – e non abbiamo una risposta. Questa risposta significa fondamentalmente che la scienza è spietata: mette a nudo la verità e pertanto è utile. E’ necessaria: fornisce le risposte. Non si sbaglia. E’ indipendente.

Quest’ultima affermazione è fondamentale e mi garba tanto. Mi garba ma la sento (a volte) un po’ stonata e per un (ex) musicista la stonatura, a meno che non dissoni in maniera con-cordata (da accordo), stride. La scienza è metodo; lo scienziato è metodico ma è umano (human). Potrebbe cioè non essere completamente indipendente; è un osservatore ma subisce – con misura variabile – l’influenza di altri fattori, dinamici, del setting cioè dell’ambiente. E’ umano; appunto naturale e non c’è (quasi) bisogno di invocare Werner Heisenberg ed il suo principio di indeterminazione. Se vale per la fisica vale ancor di più per un umano-sociale. La scienza fornisce risposte alle domande, alle nostre curiosità, alla nostra naturale sete di conoscenze e per questo utilizza strumenti di misura indipendenti.

Nello studio delle scienze umane, le domande possono scatenare talune “ossessioni” (anche io ho avuto le mie), veri accanimenti metodologici alla ricerca di una risposta. Ciò conduce, talvolta, a deviare la direzione della ricerca, sbagliare strada, utilizzare strumenti inadeguati, trovando correlazioni non verosimili e conclusioni azzardate. Ci si innamora. Guarda un po’.

Da qualche tempo, il tormentone comune di un settore di ricerca in psicologia, è l’orgasmo femminile; la sua funzione biologica. In quanto scienziato ho una posizione (nota) ed elaborato alcuni commenti e considerazioni personali in merito; nelle sedi pubbliche però mi limito ad analizzare finalità, ipotesi e metodiche. Vediamo a che punto siamo.

Il dibattito è concentrato sulla funzione biologica dell’orgasmo femminile: molte specie si riproducono sessualmente con successo in assenza di (apparente) orgasmo femminile. Questa considerazione suggerisce che l’orgasmo femminile non è necessario per la riproduzione. Pertanto alcuni studiosi sostengono che l’orgasmo femminile sia un adattamento evolutivo scolpito dalla selezione naturale per aumentare, in qualche modo, la capacità riproduttiva definita in termini di dispersione di geni nelle generazioni future (Baker & Bellis, 1993a, 1993b; Thornhill, Gangestad, & Comer, 1995; Cronin, 1991).

Altri sostengono che l’orgasmo femminile esiste come mero sottoprodotto dell’adattamento maschile, cioè: la forte spinta selettiva ci ha fornito un pene maschile sensibile, il clitoride (per alcuni era al femminile) è semplicemente il suo “involontario” omologo fisico. Pertanto esistono orgasmi femminili solo perché i maschi sono stati selezionati per avere orgasmi come ricompensa prossima per l’attività sessuale (Gould, 1987; Lloyd, 2005; Symons, 1979).

Il dibattito per verificare se l’orgasmo femminile sia un adattamento evolutivo, direttamente creato dalla selezione naturale per promuovere la fitness riproduttiva individuale, è acceso. Molto.

Questa posizione ha suggerito di prendere in considerazione la ricerca sui diversi tipi di orgasmo in quanto potrebbero far luce sulla questione. Come è noto (da altre ricerche) il genere femminile, a differenza di quello maschile, riferisce che i loro orgasmi differiscono non solo per intensità, ma anche per la loro localizzazione fenomenologica e delle componenti emotive coinvolte (Judson, 2005).

Questa “intuizione” è stata molto apprezzata, sia dai ricercatori sessuologi (Bentler e Peeler, 1979; Levin, 1981, 1998, 2001, 2004; Levin & Wagner, 1985; Singer & Singer, 1972), sia dai terapisti della sfera sessuale (Fisher, 1973; Sundahl, 2003). Tale ricerca potrebbe, secondo costoro, fornire una base per: a) individuare e b) definire diversi tipi di orgasmo femminile nella speranza di avanzare, attraverso la comprensione dell’esperienza sessuale femminile, ipotesi sulla funzione evolutiva dell’orgasmo femminile.

Indipendentemente dal fatto che l’orgasmo femminile sia considerato un prodotto dell’adattamento  (Baker & Bellis, 1993a, 1993b; Thornhill et al., 1995) o meno (Gould, 1987; Lloyd, 2005), o abbia un’altra cornice di riferimento (Masters & Johnson, 1965, 1966), resta il fatto che molti studiosi  abbracciano l’idea che tutti gli orgasmi femminili sono essenzialmente la stessa cosa. Lo studio di cui parlo ed altri a seguire sono andati oltre, hanno identificato quattro tipi di orgasmo femminile senza aggiungere una sola conoscenza a quelle note. Naturalmente li hanno chiamati: Tipo I, Tipo II, Tipo III etc. Scientificamente.

Queste ricerche sotto molti aspetti metodologici risultano banali o incongruenti ma sono ricche di spunti “erotici”, vero miele per giornalisti dei rotocalchi femminili, che trattano (cioè parlano) di salute e benessere, magari ci fanno un “test psicologico” carta e penna, il giochino da fare dal parrucchiere: Di che orgasmo sei? Stupendo. Altrettanta fonte di ispirazione per gli autori di affascinanti trasmissioni TV pomeridiane; quelle dei salotti culturali con fior di opinionisti improvvisati – quelli della notorietà fallita – che fanno molto ascolto coi quali discutere su: “Hai mai finto un orgasmo?“. Oppure sono veri tesori per quegli operatori della psiche che, se gli passano per mano ed hanno amici nell’editoria, ci scrivono un libro di auto aiuto. In fondo “cercarsi” in un libro è bello: parla di te. Finalmente qualcuno si è accorto di te.

L’orgasmo attrae alla grande. Dai: clicca mi piace.

No, no, scusatemi: questa non è la RAI e non siamo su facebook.

Ref. Robert King, Jay Belsky, Kenneth Mah & Yitzchak Binik; Archive of Sexual Behavior, August, 2010

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One thought on “4 Tipi di Orgasmo: scegli il tuo

  1. Buonasera

    esiste una “Teoria dell’orgasmo” di W. Reich, al posto degli studi pseudo scientifici che menziona, lì potrebbe trovare il punto di partenza verso un’altra prospettiva
    Augurandole buon proseguimento

    Distinti saluti

    Mi piace

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