Her, di Spike Jonze

Scarlet Johansson in Red

Scarlet Johansson in Red (Photo credit: 2TOP: Wallpapers, Fashion, music,)

La prima e-mail che ho ricevuto è stata quella di mio figlio, poi tutta la serie completa: dagli amici ai lettori / sostenitori incontrati durante le varie presentazioni in Italia. “Papà, mi è sembrato parlassero di Leebee; incredibile. Ho provato un brivido di gioia oltre che di sorpresa: vai a sentire. Su Rai 2 Radio”.

Molti hanno pensato fossi riuscito a vendere il soggetto del mio primo libro. Magari. Niente di tutto questo. Però che forte somiglianza con Leebee e Rehin. Anche la voce di Scarlet Johansson mi ricorda quella (vera, reale) di Gwendaline.

Il film “Her”, di Spike Jonze, presentato ieri, sabato 9 Novembre, al festival del Cinema di Roma, somiglia moltissimo, sotto certi aspetti al mio primo romanzo, scritto a partire dal 2007 e pubblicato nel 2009. Una bella idea, un soggetto interessante una trama ben articolata ed un finale davvero mozzafiato. A dire il vero, rischiando di essere considerato paranoico, quella scritta è molto più complessa e profonda. Scusatemi.

Il silenzio degli occhi è (stato) questo. Una bella storia. Da raccontare. Fine.

Cosa dire? Non lo so; certo mi fa piacere che “Her” somigli a qualcosa che ho scritto prima ma questo non mi fa certo migliore o più grande. Approfitto del blog per comunicare appunto che ho preso atto e può solo farmi piacere.

Una confessione, forse questa si, un po’ amara: ieri non ho fatto altro che pensare a tutte quelle “Case Editrici”, grandi ed egemoni, depositarie di grandi talenti, che hanno rifiutato il mio lavoro con quella frase tipica: “siamo spiacenti ma il suo racconto non rientra nella nostra linea editoriale”. Sono preoccupato perchè per il secondo lavoro non ho ricevuto neanche questa risposta. E’ tempo che lo pubblichi altrove?

Poi ho pensato, per un attimo ai giornalisti; soprattutto a quelli (non tutti) della RAI. Quelli della Rete Nazionale. Sorrido: non sono meravigliato.

Mi spiace invece non essere riuscito a mettere in scena, in teatro, tre anni fa, l’adattamento del romanzo con musiche dal vivo. La stesura della riduzione si è “fermata” subito dopo ma nella mia testa è tutta scritta. Un altro sogno nel cestino della carta straccia.

Voglio ringraziare tutti i sostenitori/difensori della “proprietà intellettuale”.

Ho subito trovato il pezzo di Arianna Finos di Repubblica, di Federico Gironi e di Emanuele Bigi: “Samantha evolve a mano a mano che viene a conoscenza della realtà, mentre Theodore, finito in un vuoto sentimentale, si risveglia entrando in contatto con qualcuno che si emoziona semplicemente davanti al mondo. Jonze ci fa fare un viaggio nei meandri dell’amore, dei sentimenti, delle relazioni umane”. Ed infine quella del Dr. Apocalypse di Blogsfere: “Un’opera semplice eppure complessa, fondata sull’amore e sulle relazioni, inclassificabili ed immodificabili, persino tra uomini e macchine, cuori pulsanti e chip”.

Ho veramente pensato, in alcuni momenti, parlassero del mio lavoro. Una bella sensazione accompagnata da un pizzico di tristezza: costoro (non solo i giornalisti ma tutto lo staff delle redazioni) non hanno certo letto il mio libro anzi neanche la recensione eppure ne sono state scritte tante. Non importa.

Grazie a tutti per il pensiero.

Renato Gentile

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