“Her” by Spike Jonze (english)

Early  in the morning, yesterday. My son Roberto called me: “Dad, I heard on radio news something that seemed to speak about of your novel. A movie screened at the Film Festival in Rome tells a story similar to yours. Do you know anything? Go to see what”.

I read some newspapers. “Her” by Spike Jonze, is the most romantic film of recent years. Preceded by rave reviews at the New York Festival this movie has welcomed by a long and warm applause of the Auditorium in Rome. Great success.

A writer, abandoned by his wife, try a new software. Samantha, this is the name of the new “friend” – who has the voice of Scarlett Johansson – becomes his confidant; without a body, with a cybernetic soul, that along time acquires its own personality. Theodore, finished in a vacuum sentimental, wakes up and gets excited.

Spike Jonze makes us take a Journey into the depths of love, feelings, and human relations in the contemporary world, so fast and frantic.

Yes, it looks like my story in “Silence of eyes”, edited in 2009, but it is not. It seems. The idea, the contest and the concept are very similar. That’s true.

Mine is little more complex and “complete”, as always the books are.

I talk of sentiments and special relationship (between human and machine), but I give to Music the challenging task of exploring the emotions. The music and the voice of Leebee (dialogues with Rehin) are the special way to explore the feeling and the mood of “falling in love” emotions. I quote nearly 50 tracks of  music; very special sample of good music. I have chosen each song, personally, to activate in our brain that particular feeling and emotion. A good feeling and a fantastic mood. Like a soundtrack.

Finally. I am happy that someone have had the same idea about this “new” but ancient (sentimental) relationship in the new era.

I would like to meet Scarlet Johansson, Spike Jonze, Joaquin Phonix and Rooney Mara; it could be fantastic  but I think it will be impossible. Do you?

Is there anyone who could help me?

Thank you to All.  Renato Gentile

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7 thoughts on ““Her” by Spike Jonze (english)

  1. Buongiorno! Ebbene sì! Anche io, poco fa, ho visto per caso quel trailer e ho subito pensato a te e al tuo romanzo. Per un momento mi sono emozionata pensando fosse tratto dal tuo libro ma poi, non vedendo riferimenti, ho subito pensato che era stata un’ingiustizia.
    Continua a scrivere il blog finchè potrai perchè è bellissimo 
    Stefy

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  2. Caro Renato,
    Sono riuscito ad entrare nel link che, per la mia veneranda età, è già molto…

    Che devo dirti, credo di averti detto già tutto per telefono, ma oggi stesso voglio attivarmi per fare in modo di rendere giustizia ad una idea che riconosco ottima e valida.
    Come dicevamo poco fa per telefono, in una città che si sta piegando su se stessa senza un minimo di dignità, in una città che da un pasato glorioso è decaduta senza che nessuno muovesse un dito, in una città che vive solo grazie alla sua posizione geografica e dove politici e amministratori, quanto meno “distratti”, non solo sono riusciti, a mantenere il prestigio che aveva, ma non hanno fatto niente per alimentare quel prestigio e migliorarlo, ma hanno fatto di tutto per lasciarla decadere senza… far niente.

    Quello che dico, non è una denuncia, ma uno sfogo dato da una situazione che solo persone della mia età possono valutare, avendo visto e vissuto “quella Messina” fatta di iniziative, proposte e idee, portate avanti da gente che credeva in lei….

    Svegliamoci! Con il lavoro letterario di Renato Gentile abbiamo la prova che quel “lievito” ancora esiste….
    Un’idea nuova, non conosciuta e riconosciuta in “patria”, che oggi, non sappiamo con quale alchimia, si ripropone in modo eclatante a livello (possiamo dirlo) mondiale. Perchè?…

    Il riconoscimento del libro di Renato ci serva da scintilla per innescare un riscatto culturale di una città che ne ha il bisogno… Facciamolo!…

    Come c’è stato il mondo fantastico di Brigadoon, la città che risorgeva ogni cento anni, facciamo in modo che esista una Messina che possa risorgere come novella Brigadoon, ma non aspettiamo cento anni: facciamolo subito con idee, impegno, ma soprattutto con un grande amore…..
    La “scintilla” di Renato Gentile ci “provoca”. Rimbocchiamoci le maniche e impegnamoci…. Possiamo farcela!!!!….
    Giulio.

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    • Grazie infinite Prof Romano, continui ad essere una guida per me. Spesso penso a tutte le parole che mi mancano per poter esprimere l’affetto, la stima e la gioia con la quale sei riuscito a “dirigere” le nostre aspirazioni (non dimentichiamoci di Carmelo Catania ad esempio) e di darci coraggio. Vorrei trovare una parola che sostituisca il termine “gratitudine” perché è troppo restrittiva per esprimere quel che sento, provo e vivo nei tuoi riguardi. Sai una cosa Prof? Erasmo da Rotterdam ci aveva proprio azzeccato: è il legame profondo, speciale, che si crea tra maestro ed allievo e che indichiamo col termine “amore” anche se è qualcosa di più. Oppure, più semplicemente, è qualcosa che non sappiamo riprodurre, forse per paura, nel rapporto di coppia.
      Ti ringrazio per l’affetto che ci trasmetti quando parli della Città e della sua trascorsa e sciupata grandezza e provo un senso di amarezza quando mio figlio mi scrive che soffre per le condizioni della sua Città natale; vorrei continuare a sperare in un risveglio ma decenni di anestesia culturale e civile, forzata ed indotta, ha lasciato pochi superstiti. Possiamo solo sperare nei giovani, come sempre, e quindi caro Prof temo spetti a noi di rimboccarsi le maniche ed avviare programmi “liberi” di avviamento alla cultura.
      Che ne dici? In fondo cosa manca? Nulla se non un “insignificante” particolare da ri-costruire: la storia. Unico strumento per demolire bastioni di ignoranza civile.
      Non mi imbarazza usare pubblicamente il nostro solito saluto: ti voglio bene Prof, Ciao.
      Renato

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  3. Caro Renato, non devi ringraziarmi, devi ringraziare te stesso e la tua sensibilità che riesce a farti provare emozioni che altri non provano.
    Io, nel mio piccolo, non ho fatto altro che seminare in un terreno fertile. Ragazzi come te, come Carmelo, e altri ancora, hanno la fortuna della “recettibilità” che non è, come può sembrare, la facoltà di capire, ma è la possibilità nascosta del “genio-allievo” che si pasce di ciò che il docente trasmette al discente senza …dirlo….
    Non voglio fare un paragone irriverente, ma tu sei come il bue, animale paziente e saggio, ma che, non si rende conto della forza che ha e che solo un elemento esterno a farglielo capire: Il bovaro che con il pungolo, riesce a tirare fuori tutta la sua potenza. Non mi considerare in modo speciale, io non sono altro che il tuo “pungolo” la forza è TUA!!!

    Grazie del video di Brigadoon. Non sapevo che esistesse (o meglio: non sono mai stato capace di trovarlo). Tu sai che ho viaggiato moltissimo, che ho visto tanti Paesi, ma non ho tanto il mal d’Africa, d’America, d’India ecc., ma il mal di Scozia sì… Adoro quella terra, non sai quanto possa essere struggente, e se non ci sei ancora andato vacci. E’ una terra fatta per gente come noi che crede ancora nelle favole vere che puoi rivivere in un ambiente genuino Un paeae che è, come diceva Cesare Zavattini…. Un regno dove buon giorno vuol dire veramente buon giorno….
    Un grsso abbraccio tuo Prof. MATTO…..

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    • Caro Prof. rispondo brevemente al tuo commento citando una frase che tenevo esposta nel mio studio all’Università di Palermo, durante la mia docenza alla fine degli anni ’80, insieme a quella indicata come sottotitolo di questo Blog.
      Recitava così: Non c’è bisogno di essere MATTI per lavorare (qui) con me: però aiuta.
      A presto.

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  4. Pingback: Picture Shot # 1 | Renato Gentile

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