No more e-mail

E-mail

E-mail (Photo credit: Wikipedia)

Grande, fantastica invenzione le e-mail. All’inizio siamo rimasti affascinati dalla velocità della corrispondenza; niente carta, busta, francobollo, spedizione e lunga attesa del postino. Incredibile; quasi da favola. Le mailing list di gruppo ci hanno permesso di lavorare a distanza e nelle ore serali normalmente dedicate ad altro. Incredibile.

Lentamente questo magico strumento è diventato “ostile”. Lentamente ha lasciato appassire le emozioni ed alimentato il disagio comunicativo. Io ho resistito.

Lentamente la posta elettronica è diventata una fonte di frustrazione; partono i messaggi ma mancano le risposte. Partono speranze e tornano illusioni. Quanti curriculum, progetti, richieste, inviti ed anche preghiere sono partite dalla mia casella di posta che non hanno mai ricevuto alcuna risposta? Infiniti.

Molti dirigenti ai quali chiedevo se avessero letto la mia e-mail mi hanno risposto che loro la posta la cancellano, eccetto le comunicazioni di servizio interno. Beh in fondo, alla fine, abbiamo risparmiato tanta carta. Ma quante speranze maltrattate? Infinite. Troppe.

La “cassetta” delle lettere rimane disattesa, riempiendosi sempre più di pubblicità e proposte di spesa. Sembra il “giornale” delle offerte al supermercato della grande distribuzione. Il mio indirizzo è uno dei tanti in un archivio in mano a tanti; spesso gli stessi che non hanno risposto, che non hanno ascoltato o che hanno ignorato le mie e-mail. Paradossi umani viventi. Di esempi ce ne sono a centinaia; analogo modus operandi dei politici sotto elezioni. Tutti si ricordano che ci sei, che esisti, che sei vivo (forse) e quanto sei buono o bravo; provano a “bussare” alla tua casella. Sparano nel mucchio. Come certe donne in preda alla noia quando la routine le ha già ben “appiattite”.

Credo si renda necessario tornare all’uso del telefono; ascoltare la voce, parlare, dire e ricevere una risposta. In tempo reale. Anche il silenzio ma almeno in tempo reale. Lanciare messaggi nella “bottiglia e-mail” è diventato inutile. Troppo sconforto e molta sofferenza. Mezzo reso inutile e vano dall’inutilità dei (nuovi) rapporti umani. Quelli votati alla “leggerezza”. Quelle persone che dicono “una mail” invece di e-mail. Esterofilia fashion degli inadeguati.

Forse perché sono cresciuto scrivendo lettere, con penna su carta, curando la grafia per renderla facile da leggere, imparando al contempo a soffermarmi su ogni parola, usando i caratteri maiuscoli ove corretti e la punteggiatura al punto giusto. Cercando di immaginare in ogni parola la voce, il suono, la metrica e se dicevo qualcosa “per scherzo” lo sottolineavo dichiarandolo apertamente: “scusa, scherzavo”, senza bisogno di usare segni; segnali muti, senza parole né voce da ascoltare. Immaginarle accompagnate da un sorriso. No. Le e-mail hanno una logica diversa; una lettura diversa. Io l’ho capito molto tardi o forse mi sono ostinato a continuare.

Ho deciso di smettere, cominciamo da qui. Poi sarà il turno di questo blog; ha superato il primo anno con un buon margine sulle aspettative ma quelle per il secondo anno sono molto più alte. Staremo a vedere: intanto continuo; però basta e-mail. That’s Enough.
Solo quelle di “lavoro”, quello nuovo.

Annunci

2 thoughts on “No more e-mail

  1. Ehhhe, caro Renato mi fa tenerezza questo tuo disagio “ambientale”. Io che scrivo da quando ho imparato con tanta fatica a tenere in mano la matita con la destra (poiché, essendo mancina sono stata obbligata ad usare la destra almeno per scrivere), pertanto mi sono adeguata a tutto ciò che la tecnologia mi presentava mentre crescevo. Ora che ci sono a disposizione tutti i mezzi da te citati io continuo a scrivere il mio diario di bordo su quaderni di carta con la penna, poi ho il diario telematico e tante altre cartelle che mi aiutano ad occupare meno spazio e ammazzare meno alberi.
    Vedi, la tecnologia come tutti le “comodià” che ci hanno regalato gli anni, fanno piacere ma ammazzano tanta parte di noi ma soprattutto del pianeta che ci ospita.
    La cosa migliore da fare, secondo me, per limitare in danni di questo “progresso” regressivo, è cercare di adeguarci in modo pacifico e soprattutto imparare ad usare tutto senza permettere di essere usati oltre certi limiti.
    Quali sono i limiti? Uno solo: il nostro cervello. Ormai siamo schedati dappertutto, ogni volta che diciamo “sì” a una tessera punti diventiamo un’informazione da inserite in data base che faranno il giro del mondo, e chiunque prenderà “di” noi ciò che gli serve. E non si scappa più da questo meccanismo perché ci entriamo fin dalla nascita ormai.
    L’unica forma di protezione che possiamo permetterci è impedire che invadano il nostro cervello. Quindi posso dirti che quasi certamente anche se le tue letterine, i tuoi curricula li avessi spediti su carta, avrebbero fatto la stessa fine delle e-mail. Perché sono gli umani a modificare i comportamenti secondo convenienza e sopravvivenza.
    Adeguati senza deformare le tue sembianze interiori a ciò che il mondo propone, se vuoi rimanerci dentro senza farti schiacciare dagli ingranaggi. E non soffrirne perché non ne vale la pena. Abbiamo ben altri motivi verso i quali rivolgere la nostra compassione.
    Te lo dice una che ha imparato a non farsi riconoscere dai cacciatori di “alieni”
    😀

    Mi piace

  2. Hai indiscutibilmente ragione: la specie opportunista per eccellenza tenta di schiacciarti per dissetare il “senso”, vuoto e misero, di potere sugli altri. Beh sono d’accordo, il cervello è la zona più libera della nostra persona anche se la più “vulnerabile” agli attacchi dell’ignoranza e della superficialità.
    Grazie per il “consiglio”, fa sempre bene non sentirsi soli in certi momenti: siamo alieni dotati di estrema sensibilità, circondati da cacciatori e da tecnologie perverse che in un attimo possono amplificare i disagi. Non soccombere è la nostra forza, rinnovarci il nostro vantaggio. Grazie.
    Renato

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...