Psicologi e problemi di immagine

Che gli operatori della psiche siano una categoria che – talvolta – mi turba è noto. Alcuni addirittura mi fanno paura. Letteralmente.

XV ENCONTRO PARANAENSE X CONGRESSO BRASILEIRO ...

X CONGRESSO BRASILEIRO DE PSICOTERAPIAS CORPORAIS

In un articolo apparso alcuni giorni fa sul New York Times *, il Professor Brandon Gaudiano ha discusso i risultati di una ricerca che ha portato alla cronaca i “problemi di immagine” che gli psicologi stanno attraversando negli USA. Il dato è davvero interessante. Semplice e chiaro.

Lo studio ha messo in luce un divario tra quello che la gente pensa e ciò che poi fa. Un vecchio tema caro a molti ma la sostanza in questo caso è diversa. Nonostante i pazienti dichiarino di preferire un intervento psicoterapeutico – del quale affermano il noto beneficio – rispetto a quello farmacologico (una preferenza tre volte maggiore a favore della prima) preferisce rivolgersi a quest’ultimo.

Il divario tra ciò che la gente preferisce e ciò a cui ricorre è tutto da spiegare. Un bel rompicapo.

In Italia questo dato verrebbe interpretato seguendo riflessioni animistico – sociali di stampo ideologico creativo. Avremmo spiegazioni In tutte le salse e le relative variazioni regionali. Ma questa è solo una mia cattiveria.

Il professor Gaudiano ha consultato il suo collega Ivan W. Miller – che ha curato l’edizione di Novembre della rivista Clinical Psychology Review – ed esaminato la vasta letteratura empirica sulla psicoterapia. La spiegazione cui si è approdati è che le case farmaceutiche hanno diffuso una più chiara – e soprattutto migliore – base di conoscenze che, come tale fornisce un buon terreno per la “commercializzazione” del rimedio.

La notizia è che la psicoterapia ha un problema di immagine. Guarda tu.

“Ma i problemi della psicoterapia provengono tanto dall’interno quanto dall’esterno. Molti terapeuti stanno contribuendo al problema, omettendo di riconoscere e/o utilizzare metodiche evidence-based, porgendo idee palesemente stravaganti. Inoltre c’è una certa riluttanza tra gli psicoterapeuti di compiere le scelte valide su quali terapie siano efficaci e quelle che – come alcune terapie vecchio stile – dovrebbe essere abbandonate”.

Credo che in Italia questa forma di stravaganza – fenomeno per noi naturale – sia davvero esplosa, con andamento esponenziale, soprattutto negli ultimi anni. Le forme e le metodiche “psicoterapeutiche” hanno raggiunto una quota pari a quella delle ricette di cucina che passano per le TV in un mese. Non è escluso che ogni quartiere, di qualsiasi città Italiana, potrà avere il suo approccio psicoterapeutico di riferimento. A misura di cittadino. Che favola, che fantasia, che servizi.

“Se i servizi psicoterapeutici non sono basati sulle migliori ricerche disponibili, la professione verrà ulteriormente esclusa dal sistema sanitario che sempre – e giustamente – favorisce la medicina basata sull’evidenza”. Forse l’Ordine dovrebbe fare esercizio di analisi al suo interno? Ma no, siamo in Italia; il paese delle “libertà”.

Renato Gentile

* Psychotherapy’s Image Problem. Brandon A. Gaudiano is a clinical psychologist and assistant professor of psychiatry and human behavior at the Alpert Medical School at Brown University. Published: September 29, 2013

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