Agenda per le Forze dell’Ordine

Il nostro Paese è paragonato, da tempo, ad una nave in tempesta. Non è una bella immagine.

Quando una nave è in tempesta l’intero equipaggio è unito, collabora. Ha un solo fine: salvare i passeggeri. Il corollario perché questo avvenga è la fiducia che ogni componente ripone nell’altro. Una fiducia al di sopra di ogni dubbio o incertezza. Indiscutibile.

Dopo aver seguito (ahimè) la puntata di Report del 1 Ottobre, 2013 – a ridosso del recente fatto (ammutinamento?) che ha avuto per protagonisti alcuni componenti del “nostro” equipaggio – mi chiedo se i politici, tutti, dal primo all’ultimo, nessuno escluso, si trovano sulla nostra barca o se invece navigano su un altro battello, di gran lunga più sicuro ed affidabile di quello su cui siamo noi, e lontani molte miglia dalla tempesta nella quale ci troviamo noi. Sicuramente in un mare perfettamente calmo con un leggero aliseo in grado di rinfrescare l’aria delle notti sul ponte mentre si festeggia la giornata. Scherzando e ridendo nel commentare gli scherzi, i dispetti, le boccacce ed i gavettoni della giornata di gioco condotta nei palazzi del Governo.

“Che nesso c’è?”, potrebbe chiedersi qualcuno, ma si tratta dei soliti servi e noti liberti. Il nesso c’è. Ed è questo: non credo, nella maniera più sincera, che quei politici intervistati a Report ieri sera possano veramente  rappresentare gli Italiani. Non lo ritengo possibile. Basta ascoltarli. Ascoltare come e cosa rispondono alle domande. Rispondono come se stessero parlando ai loro schiavi dipendenti, a sudditi ignoranti ed incalliti analfabeti ovvero a persone che non meritano la loro attenzione. Il cosa hanno fatto o hanno mancato di fare per la Nazione è un dettaglio che non rientra nel loro “lavoro”. Fateci caso. Ditemi.

Una cosa è certa a questo punto. Queste trasmissioni (annetto Presa Diretta) non servono a nulla. Non producono nulla. Neanche una riga di indignazione; non passa nulla.

Chi le segue è considerato un pubblico di nicchia, non più ampio di quello che, in Val D’Aosta, segue il cinema Pakistano. Un pubblico esiguo rispetto ai seguaci fanatici sostenitori del cine-panettone. Troppo esiguo per poter rappresentare un “pericolo”. I pochi che provano indignazione sono nulla contro quel 30% che adora e reclama lo status quo.

Altra cosa, nel mio immaginario visionario, sarebbe se le forze dell’Ordine, tutte, prendessero le indicazioni che la trasmissione denuncia e mette in luce – con rischi evidenti di incolumità fisica – come Agenda di lavoro da svolgere. E’ già tutto pronto.

Ogni Caserma, Dipartimento, Distretto e Centrale operativa ha, di fatto, già pronto il lavoro, settimana per settimana – comprese le domeniche – da svolgere. Nomi, cognomi, presta nomi, pseudonimi, reati contestati, incriminazioni, località, indirizzi, numeri di telefono, luoghi di incontro, luoghi di soggiorno. Tutto; scientifico.

Sarebbe una bella sinergia: una semplificazione delle procedure ed una massimizzazione degli sforzi. Grosso risparmio di denaro che eviterebbe i conseguenti tagli economici alle forze dell’Ordine. Quanto sarebbe bello.

Finita la trasmissione e scritte le riflessioni vado a letto ma li, come sempre, vengo assalito da dubbi esistenziali; frutto di una adolescenza in clima da catechesi. Penso che i Politici siano sulla nostra stessa barca; sono stato cattivo ad immaginarli lontani da noi.

In effetti sono accanto a noi, molto vicini: sono gli scafisti.

Renato Gentile

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One thought on “Agenda per le Forze dell’Ordine

  1. A me viene in mente un’altra scena tratta dal Titanic di una decina di anni fa. Quando la nave sta per colare a picco e i passeggeri di terza classe vengono lasciati giù nelle stive perché le scialuppe bastavano solo per i passeggeri più facoltosi. Io mi sento uno di terza classe, uno al quale non viene data la possibilità di salvarsi ma dal quale si pretende il pagamento del biglietto.

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