Orgasmo femminile: la pillola rosa

The Pink Pill

The Pink Pill (Photo credit: Wikipedia)

Grande successo di pubblico, amavamo commentare così una conferenza andata bene a congresso. L’articolo sull’accidentale orgasmo femminile ha fatto il botto. Anzi più di uno.

Il primo, il più importante per intensità, va nella direzione “consumistica” che poco ha da condividere con la scienza dell’evoluzione e molto invece col profitto. Non mi stupisco e naturalmente mi incuriosisce.

L’altro botto è risuonato in chiave sociologica che ha finalità conoscitive leggermente diverse anche se la storia dell’evoluzione sociale femminile contiene elementi che possono suggerirci talune modalità (frammenti comportamentali) residue di aspetti evoluzionistici. Unica disgrazia è che tale approccio richiama “chimicamente” afrori che attirano plotoni di operatori della mente che si deliziano a sbirciare dal “buco della serratura freudiana”. Un classico della scienza “profonda“: anche un (comportamento) fossile del Cretaceo ha già la sua, propria, corretta, spiegazione psicoanalitica. Lascio la mano.

I pochi contributi in linea con quanto proposto sono di ottimo livello e qualità; mezzo botto c’è stato ed è sufficiente. Ho preso nota. Ci sarà tempo e luogo per ragionarci.

I commenti del primo tipo, i più numerosi, mi hanno fatto tornare alla mente quelli apparsi sul New York Times Magazine in seguito alla presentazione del libro di Daniel Bergner: What do women want? Un libro che tratta del desiderio femminile e da qui, senza volerlo, di sponda, al suo risvolto commerciale: la pillola rosa) senza ravvisare per questo un eventuale dolo di marketing occulto. Maligni, brutti e cattivi.

E’ quanto mai ovvia la distanza tra le due trattazioni ma nonostante questa sia ampia, una accende – non si sa come – l’altra. Il perché, invece, è facile da intuire. Elementare come la lingua che batte sul dente.

Un punto di contatto c’è, esiste, ed il libro lo indica. Eccome. Un punto cruciale per la ricerca: le donne sono il genere meno monogamo. E quindi: le donne – in senso evoluzionistico – sono più disposte, spinte, a fare sesso con gli sconosciuti e ad avere molteplici accoppiamenti. E’ legge di natura, codificata da millenni. Un comportamento necessario alla nostra sopravvivenza. Il calo del desiderio femminile potrebbe causare l’estinzione della specie Homo; la ricerca scientifica ha il dovere di risolvere questo disturbo.

Guarda che caos: i “miti” resi popolari dalla psicologia evoluzionistica sono in pericolo; potrebbero essere sfatati. Più che caos è un casino; dopo tutti quei libri ed articoli sulla scelta sessuale, la ruota del pavone, il più forte (e ricco), la competizione dello sperma. Tutto rischia di essere messo in dubbio. Guarda tu.

Chi mi conosce sa che anche secondo me bisognerebbe “ricominciare” da qui. E’ questa la mia visione? Non proprio ma ci siamo vicini. Non troppo però; appena appena.

Detto questo, colgo l’occasione per fare una pausa; rilassarmi con considerazioni che esulano dalla ricerca (visto che ho già dichiarato che bisogna attendere ulteriori dati senza premere col tempo), e spendere qualche riga sulla pillola rosa. Prodotto farmaceutico equivalente (per finalità) o complementare femminile (per gli effetti) della pillola blu di citrato di sildenafil per maschetti. Intanto per ingannare l’attesa non perdiamo l’occasione di fare qualche commento da salotto, un po’ di relax; tanto bisognerà attendere il 2016 per la sua commercializzazione. Intanto possiamo discutere.

Promette: un totale coinvolgimento e trasporto sessuale fino all’orgasmo a quel 10% di donne (un bacino di utenza enorme) che soffrono di disordine del desiderio (ipoattivo) sessuale (HSDD). E qui c’è già chi grida “allarmi” e paventa un sovvertimento dell’ordine sociale nel caso in cui il suo consumo diventi generalizzato, diffuso come la versione blu. Maligni. Basta fare un po’ di conti: 2 miliardi di dollari di incasso (stima prudenziale), diviso qualche miliardo di donne sulla terra = uso bassissimo.

Molti esperti, fortuna che ci sono, l’hanno – grazie al cielo – battezzata invece “la pillola salva matrimoni” e vedono già una significativa diminuzione dei divorzi. Forse questo si, scontenterà qualche avvocato ma la scienza opera per il bene comune. Capiranno.

Renato Gentile

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