Orgasmo femminile: a cosa è servito?

Se sei appassionato alla evoluzione umana prima o poi ti ritrovi a dover riflettere – e cercare di dare una risposta – ad uno degli enigmi più “scottanti” della ricerca in ambito evoluzionistico: l’orgasmo femminile. Ci sbatti contro per motivi diversi, all’improvviso, e ti accorgi che la pressione della domanda “a che serve – evoluzionisticamente – l’orgasmo femminile” ti spinge talmente lontano da perdere l’orientamento.

Ma gli scienziati hanno la bussola per trovare il sentiero da percorrere: seguono la mappa che altri hanno già tracciato. Il primo passo da fare, come è noto, è la consultazione della letteratura scientifica ovvero cosa si conosce in merito all’argomento. In altre parole un tuffo in un mare di fogli con tabelle, numeri, piani sperimentali ed analisi statistiche. E naturalmente ipotesi di lavoro.

Io, da sempre, prima di affrontare la consultazione della letteratura rifletto, partendo da quello che so e conosco sull’argomento, cercando di trovare una risposta da “uomo della strada”. Seguo le mie riflessioni, immagino le variabili da considerare e – soprattutto in questo caso – il contesto, le “dinamiche” sociali e culturali. Mi creo una mappa anche delle eventuali “trappole” sparse sul terreno. Alla fine inizio lo studio e scopro, con grande sorpresa, la lontananza o la vicinanza dei vari approcci con le mie posizioni di partenza. Inizia lo studio.

Il tema in questione è delicatissimo; non si ha idea da dove cominciare quindi si parte dalle “grandi teorie”, quelle che stanno monopolizzando – da tempo – l’attenzione dei ricercatori. Due sono le ipotesi più gettonate. Io ne abbraccio momentaneamente una ma non mi sento di sostenerla appieno. Il motivo è semplice la materia su cui possiamo condurre le nostre ricerche (indagini sperimentali) è diversa da quella originaria; volente o nolente, anche se lentamente, si è evoluta. Certo, partiamo dall’assunto che questo comportamento (che possiamo osservare oggi) si è sviluppato, ci è servito per adattarci e sopravvivere; c’era ed ha lasciato tracce nel nostro comportamento ma ci mancano i “confronti originali”, le tracce di base. E non abbiamo fossili da studiare. Talvolta per avere un riferimento ci rivolgiamo al comportamento degli animale (soprattutto primati) e quasi sempre tale comparazione ritorna utile.

Pertanto, per quanto mi riguarda dovremmo cercare di studiare questo comportamento in popolazioni ancora vicine allo stato primitivo o che hanno avuto scarso contatto con la civiltà – cosiddetta – occidentale. E consultare le popolazioni che si sono tramandate tradizioni che potrebbero essere interessanti per fare luce su questo “piacevole” tema umano.

Cercherò, pian piano, di spiegare qual è la mia visione evoluzionistica e soprattutto cosa mi spinge ad essere scettico riguardo alcune modalità di ricerca molto condivise nella comunità scientifica. Intravedo qualche errore, non certo metodologico, ma di reificazione.

Di una cosa però è possibile parlare senza indugio: di alcuni fantastici risultati che le ricerche hanno evidenziato. Tra questi, quelli relativi alle zone del cervello coinvolte nell’orgasmo. Naturalmente ancora non sappiamo veramente cosa avviene nel cervello ma già abbiamo una serie di fotografie. Adesso bisognerà verificare se queste foto possono entrare nell’album della famiglia di almeno centomila anni fa.

Il corpo invia messaggi al cervello attraverso le sue connessioni. Come altre aree del corpo, i genitali contengono nervi che inviano informazioni al cervello. Durante la stimolazione sessuale diverse aree del cervello ricevono tutte queste informazioni che permettono di sapere esattamente cosa sta succedendo. E ciò che sta succedendo è molto piacevole. Recentemente, grazie agli studi con la risonanza magnetica funzionale, sono stati individuati i “centri del piacere”. Un centro del piacere ci permette di sapere quando qualcosa è divertente; questo rafforza il desiderio, la motivazione, di compiere nuovamente la stessa azione piacevole. Questo Centro (Benessere) è anche noto come “circuito di ricompensa” e viene stimolato da tutto ciò che produce piacere: un film, un fumetto, uno scherzo, un gioco, l’orgasmo e, ahimè, da certi tipi di droga.

English: Reward system Français : Structures c...

English: Reward system Français : Structures cérébrales constituant le système de récompense. (Photo credit: Wikipedia)

Tra i centri coinvolti nell’orgasmo troviamo: l’Amigdala, il nucleus accumbens, l’area tegmentale ventrale e la ghiandola pituitaria. Ma abbiamo scoperto qualcosa di più; durante l’orgasmo la regione orbito-frontale laterale del cervello, posta dietro l’occhio sinistro – una delle sedi della ragione e del controllo del comportamento – si “disconnette”, mentre una parte del tronco cerebrale chiamata grigio periacqueduttale – deputata al controllo della risposta di lotta o fuga – si “attiva” diminuendo la sensazione di paura ed ansia (controllate da Amigdala ed Ippocampo). Infine una “stranezza”: l’area della corteccia associata al dolore si attiva. Dolore e piacere abitano nella stessa zona cerebrale. Un meccanismo complesso di connessioni che richiede una regia incredibile: come si è formato? A quale scopo? Ancora non abbiamo una risposta ma una cosa è certa: a qualcosa deve essere pur servito. O no?

E’ ovvio che gli scienziati, che probabilmente hanno poco da fare, si concentrano sul “perché” dell’orgasmo femminile mentre le altre persone, i comuni e normali mortali, che hanno di meglio da fare, si concentrano su “come e con chi”. Al punto che hanno scelto una data come “giornata dell’orgasmo”.

In entrambi entra in gioco il medesimo meccanismo della ricompensa? Bella domanda.

http://www.treccani.it/enciclopedia/piacere

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2 thoughts on “Orgasmo femminile: a cosa è servito?

  1. E’ interessante come gli studi di neuroimaging facciano pensare a certe intuizioni cliniche degli etologi. Uno su tutti Lorenz. Nel suo libro sull’aggressività ha delineato il comportamento sessuale degli animali come una ritualizzazione del comportamento aggressivo. Il coinvolgimento di certe aree cerebrali nell’atto sessuale e nell’orgasmo sembrerebbe andare in questa direzione. Ci stiamo dimenticando dei grandi maestri dell’evoluzione.. Carletto Darwin su tutti. Grave errore !!!!!

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  2. Mi fa piacere sentire il tuo riferimento a Lorenz: un grande. Lo studio della psicologia è affascinante quando si parte dalle ricerche per comprendere le relazioni e le interazioni umane. Se si tralascia la conoscenza si rischia di vedere in un “successo terapeutico” il lavoro proprio. Invece è la natura che lavora. Noi possiamo, abbiamo gli strumenti per comprenderla e (in qualche modo) gestirla per restituire benessere.
    Grazie Costanzo.

    PS Temo che in molti abbiano dimenticato Darwin e che tanti neanche lo conoscano.

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