Once upon a time

Cinderella's Mice

Cinderella’s Mice (Photo credit: JasonTromm)

Le favole. Per molti un riferimento educativo, per altri uno strumento di crescita ma per tutti, naturalmente, una tenera fonte di ricordi.

Fonte di ispirazione per i creativi di storie surreali ma anche fonte per sparare disastrose crisi esistenziali sugli umani, normali. Come me.

L’altra notte, dopo aver trascorso qualche ora davanti alla TV con le dovute pause pubblicitarie, una canzone mi risuonava in mente, quella cantata dai topolini di Cenerentola. Ricordo che faceva spalancare gli occhi di mia figlia, piccolissima, nell’udire quel timbro di voce, esprimendo oltre alla gioia una sorta di stupore. E quando sono riuscito a registrarlo su una EPROM di un telefono giocattolo quel sorriso diventò a portata di mano senza bisogno di avviare il nastro VHS.

Ho trovato, ho trovato un vestito un po’ antiquato ma se noi ci diam da fare si può rimodernare”. Ecco era questo il gesto che avrebbe permesso a Cenerentola di andare al ballo. Un esempio delicato di cooperazione, di empatia oltre che di partecipazione emotiva tra uomo ed animale; un messaggio universale. Tutti i bambini lo hanno vissuto con il giusto dosaggio di fantasia. E noi genitori lo abbiamo condiviso e tenuto nei ricordi. Come un segreto.

Un vestito finito poi in pezzi per la cattiveria delle sorellastre. Per questo Cenerentola rimase a pulire pentole, stoviglie e focolaio.

Oggi la TV ci dice che a determinare la svolta di vita della povera “Cenerella” è stato uno inaspettato “sgrassatore” di sporco, unto ed incrostazioni di cucina trascurata da mesi e mesi. E ci porge la notizia come una scoperta scientifica; una verità emersa da accurate ricerche archeologiche sui luoghi della favola.

Non lo so, per un attimo mi sono sentito come se qualcuno avesse tentato di sporcare un ricordo, una immagine candida, semplice; la stessa sensazione che si prova quando provi a toccare le tue cose dentro un cassetto rovistato da un ladro che ti ha messo sottosopra la casa.

Ho grande rispetto per i creativi ma qualcuno, forse, si spinge verso derive poco “creative”.

Renato Gentile

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...