Disgenesia della fertilità

Sebbene nella maggior parte dei paesi del mondo, sia stata descritta – in modo coerente – una relazione negativa tra la fertilità e l’educazione poco si conosce sulla relazione tra intelligenza e risultati, fatti, riproduttivi. Uno studio recente ha messo in evidenza che le persone con alto Quoziente Intellettivo (il famoso Q.I.)  sono più creativi e culturalmente più produttivi ma scarsamente riproduttivi.

Le persone con alto  Quoziente Intellettivo sono più produttivi e più creativi degli altri ma non sono altrettanto riproduttivi. In pratica stiamo assistendo ad una forma di controllo genetico – per via socioculturale – della fertilità. Gli scienziati, i ricercatori, gli studiosi e i professionisti creativi in genere, si riproducono meno degli altri consimili. Ma riemerge la “classica” domanda: l’intelligenza è geneticamente trasmissibile? Chi mi conosce sa qual è la mia posizione in merito ma in questo contesto desidero accendere la curiosità ed ascoltare le vostre risposte.

Gli autori dello studio, Michael A. Woodley, Jan te Nijenhuis & Raegan Murphy hanno concluso che rispetto all’epoca vittoriana, caratterizzata da una enorme esplosione di innovazioni e scoperte dettate dalla genialità e dalle intuizioni umane, la nostra specie (occidentale) è regredita  di ben 14 punti di QI misurati sulla scala “g” (intelligenza generale). Da qui il titolo della loro ricerca: il declino del QI nel mondo pubblicato su Intelligence (13) di Aprile.

Dal nostro punto di vista, a prescindere dai risultati e dalle modalità della ricerca (lo strumento di misura non è dei più seri)  risulta interessante la riflessione su “come” ci stiamo muovendo in senso evoluzionistico. Il progresso tecnologico e scientifico e la ricaduta sullo stile di vita, verso quale direzione ci sta conducendo?

La domanda è affascinante – oltre che intrigante – e non posso nascondere che non riesco a non fare talune considerazioni su queste riflessioni. L’analisi dei tassi di mutazione dell’uomo e il numero di geni necessari per il fitness intellettuale ed emotivo umano indicano che siamo sulla strada per abbandonare talune abilità? Una involuzione? Parliamone.

Sono aspetti della nostra esistenza che vale la pena considerare ed indagare o quantomeno discutere per alimentare i contributi. Mi piace pensare che (anche) questi appunti possano funzionare da stimolo per una migliore preparazione da presentare agli esami ma soprattutto per invitarvi a rimanere attratti dal fascino della ricerca e della gioia della scoperta e dalla dura legge del controllo delle ipotesi.

Buona riflessione

Renato Gentile

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