Autismo: un’altra invenzione

Non si finisce mai di imparare né di stupirsi. Io amo stupirmi ancora oggi, come un bambino, e adoro indignarmi quando qualcuno vende fumo ben impacchettato e confezionato. Mi stupisco per la fantasia terapeutica, sconfinata, utilizzata per sviluppare il credito del proprio conto corrente e non certo le capacità di che ne fa richiesta per necessità. E mi indigno quando penso alle “belle parole”, alle promesse prive di basi logiche; non dico sperimentali, in grado di innescare speranze o coltivare illusioni. E divento feroce quando sento puzza di inganno.

Una coppia di “scienziati”, che chiamerò per comodità Sergio & Pindemonte, hanno perfezionato un Metodo, che prende – come da prassi scientifica – il loro nome. Saranno così ricordati, per sempre, come una legge; la Bossi-Fini ad esempio. Costoro, dicevo, hanno inventato una terapia multisistemica (come se quella sistemica – da sola – non bastasse) in acqua. Maggiormente nota – in tutto il globo oltre che nella comunità scientifica – come TMA.

Questi due “ricercatori” hanno scoperto infatti – dopo pochi giorni di studio – che l’acqua è un attivatore emozionale capace di spingere il soggetto con disturbo della comunicazione e con autismo ad una relazione significativa. Accidenti. Questa volta il premio Nobel è davvero dietro la porta; anzi ha già suonato il campanello; basta andare ad aprire. Chi andrà dei due? Ma che vadano entrambi dai, non stiamo qui a sottilizzare.

La scoperta è talmente valida che i due hanno avviato dei corsi speciali – non gratuiti – per diffondere ovunque il metodo il quale utilizza strumenti specifici (non noti, anzi segreti) per attivare le competenze emotive e relazionali compromesse nella sindrome autistica e nei disturbi generalizzati dello sviluppo.

Tutto questo mi lascerebbe indifferente – o al massimo mi strapperebbe un sorriso innocente – se non si sottolineasse che tale trattamento serve, è utile, è rivolto ed è efficacissimo per curare i bambini affetti da autismo. Questo non lo accetto specialmente a scatola chiusa. Per nulla al mondo. Mi sta bene persino l’invenzione della Psico-Tango-Terapia ma non si scherzi sulla sofferenza dell’autismo se non a giusto titolo.

Non bastano già le fin troppe terapie inutili (oltre che inefficaci) e dispendiose inventate o “interpretate” in questi ultimi decenni? La lista è lunghissima. Non basta la disperazione, il dolore e la disillusione di centinaia di genitori spesso abbandonati dalle istituzioni, oltre che – ahimè – dalla scienza?

E’ proprio vero: la madre di queste persone è sempre incinta e mi sono sempre chiesto – inutilmente – chi sia il padre. Andrebbe sterilizzato. Urgentemente.

Mi piacerebbe, naturalmente, sapere, conoscere da questi colleghi (di qualcuno) non certo miei, i risultati di questo metodo ma soprattutto la parte metodologica che esprime le variabili, gli strumenti di misura e quantifica i risultati. Non mi interessa sapere dove – e se – hanno studiato o dove hanno “messo a punto” la tecnica. Se non hanno questi numeri, questi dati, e le procedure applicative da mostrare allora, per piacere, che vadano sulle spiagge di Rimini a vendere il loro prezioso metodo commerciale magari insieme ai confratelli convogliati – a suo tempo – a Reggio Children.

Una madre non solo attiva ma longeva e dai molteplici parti plurigemellari.

Grazie

http://abautismo.wordpress.com/

Renato Gentile

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