The Behaving Organism *

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Grafica: Medicina: Fisiologia: Psicologia: Stress: Elaborazione organica di stimoli : ambiente, stimoli, sensi, neuroni sensibili, spina dorsale, cervelletto, talamo, limbo, corteccia cerebrale, apparato locomotore, neurovegetativo, neuroendocrino, endocrino, immunitario, metabolismo, funzioni vegetative, stato, comportamento, riflesso, coordinazione, istinto, cognizione. (Photo credit: Wikipedia)

Quando si desidera prendere in esame un argomento è necessario invocare alcune premesse per definire il livello di analisi della materia di cui ci occupiamo (in generale) chiarendo su quale “piano” andremo a muoverci e soprattutto quale linguaggio sarà utilizzato per trattare l’argomento. Tutto questo è fondamentale – oltre che necessario – quando si fa scienza. Diciamo che è una buona regola di partenza.

a)    nulla in biologia ha senso se non alla luce dell’evoluzione, questa studia le leggi che regolano e controllano la vita ed i suoi meccanismi e come questi si siano evoluti nel corso dei millenni;

b)    la biologia non studia il perché della vita; studia la logica della vita e delle sue origini;

c)    il comportamento dei sistemi organici – anche i più rudimentali – è il risultato di un lungo cammino evolutivo che riguarda tutte le forme viventi;

d)    nulla in psicologia ha senso se non si considera l’organismo nella sua complessità; la psicologia studia l’organismo che si comporta;

e)    l’enorme varietà dei moduli con cui si manifesta e si esprime il comportamento umano sembrano difficilmente riconducibili ai soli fattori biologici (ndr ereditari);

f)      le variabili culturali hanno avuto – ed hanno – un peso notevole sulla “spinta” evoluzionistica della nostra specie;

In pratica la posizione dalla quale ci muoviamo per condurre il programma di Psicologia Evoluzionistica ci suggerisce che Il comportamento, sia sociale sia individuale dell’ uomo – sia esso cognitivo che emotivo – deve sempre e comunque essere visto in funzione dell’ambiente (compresa la cultura) e delle leggi biologiche della natura.

I biologi evoluzionisti si adoperano per spiegare la morfologia e le altre caratteristiche degli organismi viventi, utilizzando argomenti evoluzionisti; di rimando gli psicologi devono (dovrebbero) spiegare il pensiero, le emozioni ed altri comportamenti trovando le risposte al loro significato adattativo. Senza (più) chiamare in causa costrutti teoretici o sovrastrutture interne e profonde, inventate, inaccessibili persino al microscopio elettronico a scansione.

La psicologia non può disattendere le conoscenze che altre scienze hanno fornito, le ricerche condotte, i metodi impiegati ed i risultati ottenuti. Seguire la strada tracciata ed indicata dalla fisica, dalla biologia etc.

Sotto questo profilo direi che non sia più accettabile – se non per il puro piacere  di una libera speculazione dialettica da condurre nelle sedi adatte – una visione della psicologia legata alla matrice antica di tutte le discipline: la filosofia. In quel caso non si può dire di fare scienza.

Vi invito ad “osservare” una simulazione su come si muove – o cosa muove – il pensiero quando si impegna nella ricerca scientifica.

Poniamoci una domanda semplice su un comportamento umano che desideriamo approfondire: perché gli uomini tendono ad essere più aggressivi delle donne?

Cosa rispondiamo (conosciamo)?

Uno psicologo con buone basi o simpatie per la fisiologia, o la neurologia, probabilmente risponderà indicando che i livelli di testosterone sono più alti nel sesso maschile che in quello femminile. Una indicazione davvero acuta, oltre che vera, vista la nota azione degli ormoni sul comportamento umano.

Uno psicologo sociale invece potrebbe sostenere, a gran voce, che i maschi possiedono forti tendenze a stabilire gerarchie di status all’interno del gruppo di appartenenza e che pertanto fanno valere la loro posizione di uomo alfa. Anche questa posizione mostra una spiegazione attendibile ed ampiamente verificata.

Infine uno psicologo specialista di sviluppo o educazione ci dirà che i maschi vengono educati ad essere più aggressivi rispetto alle ragazze. Questa spiegazione appare leggermente più debole anche se perfettamente valida.

In fondo il tema è un altro ed è altrettanto noto oltre che antico; il vecchio rapporto tra natura e cultura solo che oggi è una questione di pesi non più di esclusività. E’ ben definito che l’azione dei due fattori è concomitante e fortemente variabile.

Vi lascio riflettere.

Spero che questo esercizio possa stimolare la curiosità per la conoscenza; ci tengo a precisare che non è un invito a cercare la verità. Contribuire allo sviluppo del sapere è un desiderio piacevole da soddisfare: è qualcosa che caratterizza – evoluzionisticamente – la nostra specie vivente.

Omero, o chi per lui, ci ha lasciato la testimonianza di questo comportamento antico: Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e conoscenza.

Buon lavoro

Renato Gentile

* traccia della lezione del 3/4/2013

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