La Fantasia al Potere; il potere della fantasia

La Fantasia al Potere: vecchio slogan della contestazione giovanile degli anni ’60; criticato e schernito.

Per quanto mi riguarda non si tratta di nostalgia ma di attualità.

Se decliniamo questa frase per dare respiro ad una programmazione pedagogica possiamo affermare che la fantasia è potere. Il potere delle fantasia.

Quante invenzioni utili alla vita, negli ultimi decenni, sono frutto di fantasia? Tantissime, l’elenco è interminabile. Quelle invenzioni che hanno fatto esclamare gli sciocchi “questo lo potevo fare anche io”. Ma non l’hanno fatto. Perché?

Perché non hanno avuto la forza, oltre che la volontà, di esprimere e difendere l’idea che un artefatto frutto della fantasia può risultare utile, bello, ingegnoso, affascinante e necessario. Non hanno pensato di poter rendere un servigio? No, non è questo. La verità è che una “invenzione” semplice, fuori dagli schemi non può essere intuita come utile. E’ banale, chiunque può farla. Non è vero: la verità è che si può rifare quella data cosa, ripeterla, riprodurla ma non certo pensarla nuovamente come fattibile. Esiste perché qualcuno l’ha pensata come tale. Vedendola come tale.

Questo panorama sociale è frutto di una politica pedagogica errata; figlia di un progresso anacronistico quando saper fare significava fare un lavoro esistente da ripetere; senza aggiungere nulla. Bisognava pensare al lavoro come attività data e non certo da inventare o migliorare. La ruota è stata una grande invenzione ma la fantasia l’ha avuta chi ha aggiunto le altre tre ruote.

Nel nostro sistema scolastico la fantasia non è stata mai premiata, l’originalità è vista come diversità – quasi un problema – un atteggiamento non conforme alle richieste di uniformità. Un disturbo. Roba da psichiatri e psicologi deviati.

Una gerarchia di discipline sapientemente legate all’istruzione scolastica ha piegato la fantasia fino a dissiparla. Non era un valore. La fantasia invece dovrebbe essere il principio fondamentale con cui educare i nostri figli. Non è una novità e non certo una mia invenzione.

I bambini sono depositari di una enorme spinta di fantasia; l’uomo nasce fantasioso, creativo, originale, intuitivo ma l’istruzione non apprezza questa qualità e quindi la nega e poi la distrugge. Gli insegnanti sono spesso i difensori ed attuatori di questo progetto; fortunatamente non tutti. I genitori però, per definizione, non dovrebbero esserlo ma spesso lo sono. Perché? Perché un laureato vale più di un cantante? Roba vecchia e ritrita. Non ha senso. Hanno paura? Certo che si.

Il nostro paese ha bisogno, come ogni altro, di fantasia da implementare alla vita lavorativa e produttiva ma il nostro paese è molto più ricco di risorse naturali, culturali e storiche per le quali sarebbe opportuno e necessario pensare ed agire con fantasia. Ovunque. L’unica fantasia prodotta è quella di nuove voci da dare alle tasse da pagare.

Le istituzioni che ostentano progetti di fantasia per bambini fanno solo ridere (a me fanno piangere), servono solamente (oltre che a chiedere denaro pubblico extra) per mettersi in mostra, ottenere visibilità e concedere interviste, dire che si opera in maniera diversa, migliore di altri che non hanno queste “capacità” intuitivo-intellettive. Le capacità sono dei bambini non delle persone che ne fanno ostensione personale. Non è roba loro; non sanno neanche come sviluppare e mantenere la fantasia. Al massimo la “stimolano” e non ci vuole poi tanto: i bambini lo fanno da soli, spontaneamente. Questi insegnanti/strutture fanno monopolio di una cosa che non è loro. Non hanno idea di cosa sia la fantasia ma sostengono di sapere come fare a svilupparla e per questo inventano “professioni” ad hoc come l’atelierista. Geniali. Se non è fantasia questa…

E’ pedagogia fashion. Patetico. Qualche dubbio?

Writing comes more easily if you have something to say.

SHOLEM ASCH

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2 thoughts on “La Fantasia al Potere; il potere della fantasia

  1. Chi sara’ adesso il ministro dell’istruzione? Sicuramente sara’ un/a bigotto/a. restio/a al progresso, ma non sarebbe una buona idea mettere una pulce nell’orecchio, ovvero suggerire una cattedra di “Pensiero creativo & Immaginazione”?
    Io, personalmente sposo appieno la geniale idea di una persona che ancora una volta si conferma essere geniale!
    Bravo prof.

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