Approccio alla lettura: alcuni suggerimenti

Tratto dal Progetto “Formazione dei Genitori”, Baby Club, 1997.

Le Mie Parole...

Le Mie Parole… (Photo credit: Jody Art)

I bambini che non hanno ancora imparato a leggere devono essere avvicinati ed accompagnati alla lettura attra­verso la “lettura delle immagini”, proposta dal genitore. Successivamente si passerà alla lettura dei periodi che accompagnano le immagini.

La lettura fatta per il bambino da un adulto, rappresenta un momento importan­te dell’educazione in senso molto più ampio di quello strettamente cognitivo. Saper ascoltare, concentrare l’attenzione sul linguaggio verbale, riflettere sulle parole è un processo fondamentale per lo sviluppo linguistico, mnesico e soprattutto relazionale. Desideriamo pertanto discutere insieme alcune indicazioni di base:

  1. La scelta del posto non deve essere casuale. Un’attività fortemente creativa come la lettura richiede una situazione con particolari caratteristiche: deve essere un luogo gradevole (illuminazione e temperatura adeguate) e comodo (confortevole), e non disturbato (buona acustica ed assenza di rumori). L’ascoltatore deve poter guardare, seguire ed ascoltare senza alcuno sforzo, il lettore ed immergersi nel racconto.
  2. Leggere lentamente, in modo chiaro e cadenzato. La lettura deve essere calma, e le parole ben pronunciate. Non bisogna avere fretta; la fretta trasmette una sensazione di superficialità e diminuisce la comprensione verbale. “Se hai fretta, fai altre cose, ma non la lettura”. La velocità deve essere utilizzata solamente per fini ritmici, per arricchire di incisività alcune espressioni: se l’azione è incalzante, il ritmo accelera; dopo, ritorna la calma. Evitare l’espressione mono-tonale.
  3. La lettura deve essere espressiva, empatica. Ciascuna parola va valorizzata; non tutte le parole hanno la stessa portata emotiva e rappresentativa. Le variazioni di volume, tengono alto il livello di attenzione; la modulazione alto-basso aiuta a presentare le atmosfere. Quando si abbassa la voce per “dire un segreto” o “svelare un mistero”, l’attenzione del bambino aumenta. E così anche la partecipazione emotiva. L’uso di diverse tonalità di voce, a seconda dei personaggi, aumenta le capacità discriminative ed ideative dei piccoli.
  4. A volte anche declamata. Accompagnarla con la mimica e lo sguardo; non abbiate vergogna se non l’avete mai fatto. Vi divertirete a scoprirvi attori. Utilizzare tutto il corpo: il lettore si muove, si alza, si siede, trasale, si sposta per passare da “un ambiente all’altro”.
  5. Nel caso di una lettura in gruppo, il lettore deve guardare tutti i bambini; ciascun ascolta­tore deve avere l’impressione che la lettura si rivolga espressamente a lui.
  6. E’ buona norma utilizzare e mantenere i vocaboli del testo, non bisogna “semplificare” i termini; i bambini comprendono le accezioni e le sfumature di significato. Non ci sono termini difficili da imparare; ognuno ha un proprio significato e tale deve essere.
  7. Utilizzare i silenzi (non solo le pause del discorso). Il silenzio serve a creare un’aspettativa ad anticipare. I silenzi aiutano i bambini a rivedere le immagini ascoltate, a pensare. Allo stesso modo bisogna trarre profitto dagli “effetti speciali”: ogni rumore descritto (porte sbattute, cavalli al galoppo ecc.), deve essere amplificato ed ogni caratteristica emotiva (voce tremula o roca), rimarcata.
  8. Aiutarsi con le illustrazioni del libro per dare contributi linguisti per definire o chiarire espressioni nuove o concetti.

Buon lavoro

 

<a rel=”license” href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/”><img alt=”Licenza Creative Commons” style=”border-width:0″ src=”http://i.creativecommons.org/l/by-nc-sa/2.5/it/88×31.png&#8221; /></a><br />Quest’ opera è distribuita con <a rel=”license” href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/”>licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia</a>.

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2 thoughts on “Approccio alla lettura: alcuni suggerimenti

  1. Trovo i consigli ottimi, ad eccezione del n.6. Non avrò azzeccato sempre i libri giusti, ma alcuni, e spesso le favole classiche, contengono vocaboli e situazioni arcaiche ed estranee al contesto dei bambini, o semplicemente troppo complicati. Mi sono spesso trovato a sostituire delle parole. Posso capire che il consiglio miri ad arricchire il vocabolario, ma un giusto mezzo potrebbe evitare di creare confusioni e cadute di attenzione durante la lettura.

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  2. Sono d’accordo con questo suo suggerimento in effetti alcune favole classiche sono ricche di vocaboli ormai desueti. Sicuramente ha fatto bene a renderle fruibili. Il mio “messaggio” è certamente volto all’arricchimento del vocabolario ma la “raccomandazione” vuole essere un incoraggiamento ad abbandonare un eventuale atteggiamento (da luogo comune) che vuole che i bambini non siano in grado di comprendere taluni significati dei termini. Se il bambino avrà difficoltà possiamo stare tranquilli che chiederà spiegazioni. E qui, come genitore, nasce il bello: un esercizio che ci “impone” di essere chiari e di usare la magia linguistica per mostrare le sfaccettature del mondo a nostro figlio. Grazie.

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