Pesticidi educativi

Parzialmente tratto da: La scuol@ come promozione dello sviluppo umano: la relazione educativa verbale. Modena, 2000/2001

Il richiamo all’agricoltura non è casuale ma in linea col concetto di natura cui spesso riporto l’impegno ed il lavoro educativo. La metafora si presta a chiarire molteplici aspetti da considerare nella dinamica della relazione familiare di coppia.

Se preleviamo due semi da uno stesso baccello e li mettiamo a dimora in due vasi distinti per composizione nutritiva del terreno, registreremo che la crescita delle due piante sarà diversa. Il terremo più ricco di humus fertilizzante nutrirà la pianta facendola crescerà robusta, rigogliosa, forte, di bell’aspetto e sana. Il seme nel vaso con il terreno povero di elementi nutritivi darà una pianta differente dalla prima soprattutto per robustezza e rigogliosità.

La scienza, e la ricerca ad essa collegata, da tempo è impegnata a trovare la quota di contributo che la Natura e la Cultura forniscono allo sviluppo umano. Senza scendere in particolari o accendere polemiche, assumiamo un equo 50% da ognuno per proseguire nel discorso.

L’ambiente di crescita è caratterizzato da una molteplicità di fattori fisico-chimici (luce, esposizione solare, scambio di ossigeno, presenza di insetti e parassiti, temperatura, inquinamento); ognuno dei quali influenza la crescita di un organismo a prescindere dalla qualità del seme. Se questa influenza vale per una pianta figuriamoci quanto lo è per un essere vivente umano. Spesso ce ne dimentichiamo. Oppure crediamo (erroneamente) che l’uomo, ben lontano da essere una pianta, non ha bisogno di certe cure: può chiedere l’acqua quando ha sete, prendere la merenda quando ha fame e coprirsi se ha freddo. No, non funziona così.

Il bambino ha continuo bisogno di “nutrimenti” e di protezione. Per molti genitori appena il bambino è in grado di camminare e parlare è già maturo. Non è così. Ha bisogno sempre più di noi man mano che cresce. Comprende molte cose, parla e cammina in maniera sicura ma non per questo è grande. Non possiamo trattarlo da pari come spesso facciamo. Il piccolo dell’umano ha una crescita molto lunga. I genitori sono una parte considerevole dell’ambiente del bambino.

Quello che desidero sottolineare è che esistono fattori ambientali intervenienti, volontariamente introdotti dall’uomo / genitore, che devono essere maneggiati con cura. Mi riferisco ai pesticidi. Personalmente ritengo nocivo per la salute l’uso di queste sostanze e sono altrettanto convinto che si possano evitare. Esistono alternative naturali ai pesticidi. Questo termine – oltre a supportare la metafora – si adatta perfettamente al caso. Anni fa si usava dire, di un bambino poco educato, che era una peste. Un pestifero, non un ADHD.

I genitori usano, inconsapevolmente, diversi pesticidi. Il peggiore, ed ahimè è anche il più economico (utilizzabile anche a distanza), si chiama “linguaggio tossico”. E’ un pesticida molto velenoso: uccide anche l’anima. Ha anche un’altra proprietà incredibile; è retroattivo. Si può usare su fatti già accaduti anche a distanza di diverse ore. Una vera arma biologica.

Il linguaggio tossico è prodotto in diverse confezioni. C’e quello di rimprovero, imperativo, di insulto che impoverisce la curiosità del piccolo ed aumenta le sue incertezze; il linguaggio che deride, ridicolizza e colpevolizza un bambino incapace di difendersi creando sensi di colpa inutili; il linguaggio che sminuisce ed umilia il suo pensiero e le sue capacità. Spesso lo vedo somministrato – inconsapevolmente, come in “automatico” – distribuito in occasioni diverse della giornata di molti bambini.

Tutte le volte che ne sono testimone, la cosa mi rende profondamente triste. Mi fa sentire sconfitto e professionalmente inutile. Basta pesticidi.

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