Seminario Educativo: solidarietà

Tratto da: Educare all’affettività ed alla libertà (2009); il compito dei genitori

Negli ultimi decenni il modello educativo ha subito una lenta evoluzione della finalità pedagogica. Da un atteggiamento didattico finalizzato ad educare (ex ducere); ovvero tirar fuori le potenzialità del bambino gestendo le gratificazioni con oculatezza e parsimonia, si è virato verso un atteggiamento di attirare (se-ducere) il figlio a sé, a compiacerlo. Questo soprattutto perché si crede di dover evitare attriti e contestazioni o “traumi” di emarginazione. Il genitore (inesperto) tende perciò a saturare ogni bisogno sociale (richiesta) del bambino.

Questa dinamica, a sua volta, si è evoluta diventando in alcuni casi “perversa”: i bisogni (che altro non sono che richieste materiali) vengono addirittura anticipati. Viene pertanto disatteso (dimenticato) e confuso il valore stesso della gratificazione: la sua funzione educativa. La soddisfazione delle richieste ha una sola soluzione: il denaro. Il denaro prende posto in cima alla scala dei valori ma che valore ha? Agli occhi di un bambino nessuno ma può assumere, col tempo, un valore ed un ruolo divino. Rappresenta la soluzione di tutto.

I genitori devono avere al loro attivo (oltre alle risorse materiali) risorse culturali non indifferenti. Lungo la strada possono perdere, sotto la pressione del mondo moderno, risorse interiori come la pazienza, i valori, la calma, la fiducia. Io direi anche creatività, fantasia.

Il gioco dell’esperienza sui valori

L’esperienza rappresenta il motore principale della crescita. Anche questa ha subito la sua trasformazione: non è più diretta ma virtuale ed è anch’essa mediata (cioè allontanata dal reale) dal denaro. Ciò che il bambino dovrebbe vivere direttamente in una ricca dinamica di rapporti di relazione, viene trasformato in qualcosa di lontano, distante, tanto da diventare immateriale. Prendiamo due esempi di valori pressoché estinti: la solidarietà e la fratellanza.

Non esiste quasi più la solidarietà diretta, come esperienza vissuta in prima persona. La distanza ci protegge da tutto. E’ più facile offrire 2 € (spediti attraverso un messaggio telefonico) che andare a dare aiuto agli alluvionati, portare il cibo ai cani randagi del canile comunale o un indumento nuovo ad un compagno di scuola che ne ha bisogno.

Anche la fratellanza si esprime bene indirettamente: si adotta un figlio (un potenziale “fratellino”) a distanza. Fare la madre a distanza, senza avere altra responsabilità se non quella economica, risulta comodo a chi vuole, con questo, ostentare qualità solidali e dormire sonni tranquilli

La distanza dai fatti protegge tutti, soprattutto i nostri figli i quali vengono amorevolmente allontanati dalle “brutture” della vita, del mondo, ma non è così che impareranno cosa è la vita e come vivere in mezzo agli altri. Come affrontarla e migliorarla.

Ci tengo a sottolineare che la critica non è al gesto, alla sua finalità solidale umana ma alla modalità anaffettiva, impersonale, con cui viene espresso. Certo, l’operazione di spedire denaro in maniera semplice è comoda per assolvere un impegno civile in tempi brevi ma altra cosa è insegnare a dare solidarietà.

Educare è difficile? 

Credo di no. Vorrei proporvi un esempio di solidarietà & fratellanza. Andando a fare la spesa con i miei figli, qualche anno fa, invece di comprare un chilo di carne, ne ho comprato 800 grammi, lo stesso ho fatto per il pesce, e quote diverse sono state individuate per la frutta e la verdura, segnando di volta in volta quanto denaro ci rimaneva per ogni prodotto (i bambini si divertono tanto in questo gioco aritmetico). Infine limitiamo la quantità di dolci ed escludiamo di acquistare lo spumante. La somma risultata non spesa è stata spedita per aiutare una determinata causa individuata insieme, in famiglia. Abbiamo donato qualcosa di nostro, del nostro quotidiano, individuando con semplici gesti che cosa bisogna fare in alternativa al gesto impersonale di aprire il portafoglio e prendere il denaro che già c’è e di cui, i bambini, ancora non comprendo come fa ad arrivarci. E naturalmente erano molto più dei 2 Euro ed altrettanta di più la felicità, la gioia. Educare è semplice: se sai come fare.

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