Bambini e Stress (genitore correlato)

La vita espone i nostri figli a molte sfide. Le dovranno superare da soli, con le loro forze; non possiamo proteggerli contro tutti i pericoli. Vorrei però porre l’attenzione su uno dei fattori (pericolosi) più diffusi tra le mura domestiche: lo stress indotto.

In quanto genitori abbiamo il dovere di gestire la nostra ansia ed eliminare, radicalmente, la tensione che creiamo, inconsapevolmente ai nostri figli quando siamo concentrati (o distratti) sui nostri problemi quotidiani. Talvolta rispondiamo in maniera poco adatta alla richiesta del nostro piccolo ed il più delle volte non riflettiamo su ciò che abbiamo detto. Come se non lo avessimo ascoltato o preso in considerazione. Molte madri mi parlano di questo modo, inconsapevole, di agire.

Bene, se capiterà provate a mettervi nei panni del vostro bambino e considerare ciò che avvertono, che provano, sentono, quando ricevono una determinata risposta. Provate questo esercizio: cosa ho trasmesso al suo cuore? Entrate nelle sue scarpe per un attimo. Vi sarà tutto chiaro sul “da farsi” anche se so che vi mancheranno le parole. La nostra cultura non ci insegna cosa e come dire. Negli Stati Uniti invece tale cultura è molto sviluppata anche se non tanto diffusa.

Prendete in considerazione i sentimenti del vostro bambino e abbiatene rispetto e cura. Il genitore deve essere un “luogo” sicuro per un bambino; un luogo dove poter andare a ripararsi, chiedere supporto e sostegno quando il mondo  diventa troppo “pericoloso”. Le tensioni, lo stress, sono un pericolo per i bambini.

Anche una risposta può essere vissuta come un ostacolo che blocca il cammino emotivo di un bambino. Non bisogna pensare che le tensioni provengano soltanto dai forti cambiamenti del panorama familiare.

Certo, alcuni eventi, come ad esempio un trasloco, la nascita di un fratello o l’inizio della scuola materna sono momenti intensi ma non sono certo “traumatici” di per sé ma potranno essere vissuti o trasmessi come tali od esserlo davvero se li caratterizziamo da (ipotetiche) tensioni. Spesso siamo noi a “visualizzare”, dare corpo, ad indurre un’ansia da separazione.

Essere pazienti ed attenti (porsi le domande giuste) aiuterà il vostro bambino a sentirsi sicuro e protetto e voi a provare meno “sensi di colpa“.

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